sabato 23 giugno 2018

Recensione "L'equilibrio delle illusioni", Antonella Frontani


 

Titolo: L’equilibrio delle illusioni
Autore: Antonella Frontani

Editore: Garzanti

Prezzo e-book: 6,99

Prezzo cartaceo: 16,90

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Agnese è una manager di successo che non ama i cambiamenti. Soprattutto quelli che minacciano di sconvolgere una vita all'insegna della più rigorosa disciplina, dove nessun dettaglio è mai lasciato al caso. Non si concede evasioni se non nello spazio chiuso della sua solitudine, quando cerca il conforto della musica. Adesso, a bordo di un aereo che da Torino la porterà a Erice per seguire un progetto importante, non riesce a nascondere la propria irritazione per una situazione che non ha scelto e che, in fondo, la spaventa. E poi mal sopporta il suo vicino di posto, Adriano, un insolente che ostenta il suo fascino di inguaribile dongiovanni sicuro di sé e delle proprie doti di fine seduttore. Ma Agnese, che crede di aver già capito tutto, non sa ancora che questo incontro fortuito cambierà ogni cosa. Ben presto, scopre che Adriano è l'ideatore del progetto di cui è responsabile e si trova a lavorare al suo fianco. Giorno dopo giorno, questa vicinanza forzata lascia il posto a qualcosa di diverso. A un'amicizia, a un'intimità che Agnese, abituata a stare sola, non si aspettava e di cui ha paura. Così, mentre gli sguardi a volte indiscreti di Adriano sembrano scavare nel cuore di Agnese alla ricerca di un indizio che lo aiuti ad avvicinarla ancora un po', lei si ritrae proteggendosi dietro la corazza che indossa da anni. Eppure, sa bene che prima o poi dovrà giocare a carte scoperte e lasciare che Adriano entri piano nella sua vita. Perché la loro storia si assomiglia. E solo lui è in grado di capirla. Di condividere quei rimpianti che nascono da decisioni imposte ed errori passati. Quegli stessi errori responsabili di ferite ancora aperte che insieme forse potranno ricucire per ricominciare da capo.



Buongiorno a tutti readers e ben tornati nel blog con una nuova recensione targata Garzanti! 

In quest’ultimo periodo è stato difficile trovare un libro che mi appassionasse. Ne ho letti di belli, sì, ma nessuno è riuscito a scavalcare quel sottile velo che mi divideva dagli altri, che erano belli, affascinanti, sensuali, ma non rispecchiavano esattamente quello di cui avevo bisogno. Nessuno, tranne questo. “L’equilibrio delle illusioni”  è stato il fulmine a ciel sereno di cui necessitavo per capire alcune cose anche della mia vita. Mi ha scossa, mi ha fatta emozionare. Venire a scoprire il perché.
Agnese Lorenz è una manager di successo, di quelle di pietra, dedite solo al lavoro, capace di terrorizzare tutti i dipendenti dell’azienda. Lo scopo della sua vita è mantenere la posizione e la reputazione. Ma un giorno il Presidente dell’azienda per la quale lavora le assegna un incarico spiacevole, che non può rifiutare pena licenziamento. Da Torino, la sua amata città, è costretta a volare ad Erice, in Sicilia, per seguire la ristrutturazione di un collegio femminile.

I problemi iniziano già durante il volo, con un vicino di posto sfrontato e che mal sopporta la sua valigetta.
Lasciatasi alle spalle l’aeroporto l’attende la Madre Superiora che ha ben poche caratteristiche tipiche di quelle tradizionali. Purtroppo per lei, inoltre, il giorno dopo scopre che quello scomodo vicino di posto, Adriano Bertelli, è l’architetto designato per quella progettazione. Ed è da quel momento che inizia il loro percorso interiore. Esatto, non solo quello di Agnese, ma anche quello di Adriano, entrambi aiutati da Madre Letizia e da un luogo stupendo come Erice che vi farà da sfondo.
Come dicevo prima, questo libro ha toccato le corde profonde della mia anima, per vari motivi: un po’ mi  vedo in Agnese, dedita alla sua carriera e improntata solo a quella, dietro la cui facciata, però, si nasconde un cuore puro, generoso ma ferito e segnato; un po’ mi rivedo in Adriano che, invece, sembra prendere la vita com’è, senza troppe riflessioni, sorride e fa battute, ma anche lui ha qualcosa di importante che lo tormenta e lo tiene al guinzaglio. All’inizio sembrano due caratteri destinati a viaggiare su due rette parallele, caratteri così diversi che non s’incontreranno mai, eppure, nonostante la loro diversità, pian piano, riescono a combaciare, diventando quasi complementari.
Troppo sfrontato lui, troppo dura lei. Tutti e due in fuga perenne da qualcosa, persi a causa della mancanza di una meta chiara
Intorno a loro, Madre Letizia è il personaggio forte del libro. Ho adorato la sua pacatezza e la sua fermezza che si contraddicevano, ho poi compreso il perché attraverso i suoi occhi, lei che ha visto in Agnese se stessa e in Adriano qualcuno da riprendere per mano.

Ho amato questo romanzo anche perché intorno ai protagonisti l’autrice ha  costruito una realtà che è sembrata davvero realtà: un ambiente semplice e allo stesso tempo meraviglioso come Erice, i suoi abitanti calorosi, il paesaggio naturale che rompe qualunque pregiudizio.

Ho sentito la passione di Adriano per l’architettura, l’amore di Agnese per la musica che più volte l’ha salvata – e anche sorpresa!- , quello di Madre Letizia per l’arte e la storia.
Perché il viaggio d'arte in luoghi carichi di significato e di storia è, in realtà, un viaggio dell'anima che risveglia una trama di emozioni e di sentimenti. Diventa un'occasione per ritrovare noi stessi...
L’autrice con la sua penna ha saputo mescolare vari elementi fino a unirli, creando un’armonia che non mi ha permesso mai di lasciare la lettura, che mi ha tenuta ancorata lì con i personaggi che man mano andavo avanti sembravano diventare miei amici.
Ho vissuta con prontezza la chiusura del cerchio di Adriano; con emozione quello di Agnese, un po’ più lunga. 
Quanto tempo è passato dall'ultima volta che ha chiesto scusa a qualcuno? Ci pensa all'improvviso e si stupisce di non esserselo mai domandato. Quanto tempo? Pensa mentre torna a sbirciare dalla finestra del suo ufficio tre ragazze che fumano in cortile. [...] La domanda le rimbalza nella testa come una palla da biliardo che non trova la buca...Cede all'evidenza: non lo ricorda più.
Ho pianto quando finalmente hanno trovato se stessi e hanno riempito il vuoto dentro di loro, quando questo gli ha permesso di trovarsi.
Un romanzo pacato ma avvincente, emozionante, pieno di spunti per gli appassionati di musica, storia e architettura, senza mai sconfinare fuori la trama, romantico.
Lo consiglio vivamente.


La mia valutazione



A presto,



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