lunedì 1 giugno 2026

[REVIEW PARTY] "Bugie di sopravvivenza", Martina Pisti


Buon pomeriggio readers e bentornatə nel blog dopo un po' di pausa dalle recensioni!

Oggi vi parlo di "Bugie di sopravvivenza" di Martina Pisti, in occasione del Review Party organizzato dal blog Reading is true love, che ringrazio per avermi inclusa nell'evento.

Ma bando alle ciance, veniamo a noi!


Titolo:
Bugie di sopravvivenza
Autore: Martina Pisti
Genere: Romance
Editore: More stories
Trope: slow burn, friends to lovers, grumpy x sunshine, single mom
Pagine: 395
Prezzo ebook: 2,99
Prezzo cartaceo: 13,99
Link d'acquisto: https://amzn.to/3RWpj9M

Ci sono bugie che racconti agli altri. E poi ci sono quelle che racconti a te stessa. Dixie conosce bene entrambe. Dixie Fisher ha sempre saputo come barare con la vita. Un curriculum un po’ inventato, qualche verità taciuta, un sorriso sicuro… e il gioco è fatto. Almeno finché quella che doveva essere una bugia innocente non si trasforma in una valanga pronta a travolgere tutto: il nuovo lavoro, la famiglia, le sue gemelle. E soprattutto… Charlie. Charlie, che c’è sempre stato. Il suo migliore amico. L’uomo che conosce ogni sua cicatrice, che sa leggere ogni suo silenzio… e che, da sempre, la ama. Peccato che Dixie non possa più permettersi l’amore. Non quando il suo cuore è ancora in pezzi, e non quando Charlie le ricorda, ogni giorno, tutto ciò che ha perso. Ma più prova a scappare, più lui diventa impossibile da ignorare. Tra bugie sempre più difficili da sostenere, segreti che rischiano di mandare tutto all’aria e un sentimento impossibile da arginare, Dixie, però, dovrà fare una scelta: continuare a sopravvivere dentro le sue paure… …o rischiare tutto per vivere davvero. Dopo aver conquistato i cuori dei lettori con il suo primo romanzo, The Heart Map, Martina Pisti torna a regalarci personaggi indimenticabili e una storia delicata e intensa che ci ricorda che a volte i sentimenti più grandi si nascondono sotto le verità che abbiamo più paura di svelare.

recensione

Non sono mai stati  i mostri sotto al letto a farmi paura,  ma quelli nella mia testa.

Quando ho letto la trama di questo romanzo ho capito subito che aveva tutte le carte in regola per attirare la mia attenzione. Friends to lovers? Presente. Slow burn? Presente. Protagonista maschile innamorato da anni? Presente. Insomma, avevo già aspettative alte.

La storia segue Dixie Fisher, madre single di due gemelle adorabili, che cerca di gestire una vita tutt'altro che semplice. Dixie convive con un dolore che continua a influenzare il suo presente e, per proteggersi, ha imparato a costruire muri sempre più alti intorno al proprio cuore. Muri fatti di paure, insicurezze e, soprattutto, di quelle "bugie di sopravvivenza" che danno il titolo al romanzo.

Ammetto che con Dixie ho avuto un rapporto un po' altalenante durante la lettura. Da una parte ho compreso molte delle sue paure e delle sue difficoltà, dall'altra ci sono stati momenti in cui avrei voluto prenderla per le spalle e dirle di smetterla di complicarsi la vita da sola. Però credo che sia proprio questo a renderla un personaggio realistico: non è perfetta, non prende sempre le decisioni giuste e spesso lascia che siano le sue paure a guidarla.

Ma parliamo della vera star di questo libro: Charlie.
Readers, io Charlie l'ho adorato.

«Come mi vedi, Charlie?» Riprendo da dove eravamo stati interrotti, trattenendo il respiro in attesa della sua risposta.
«Come qualcuno che potrebbe distruggermi.»

Se siete stancə dei classici protagonisti maschili arroganti, possessivi o convinti che la comunicazione sia un concetto opzionale, allora Charlie fa proprio al caso vostro. È dolce, paziente, presente e innamorato in un modo che mi ha fatto sciogliere più volte durante la lettura.

È il tipo di personaggio che non ha bisogno di grandi gesti teatrali per conquistarti. Lo fa con la costanza, con la cura, con il modo in cui continua a esserci anche quando sarebbe molto più facile arrendersi.

E probabilmente è proprio grazie a lui se mi sono ritrovata così coinvolta nella storia.

La cosa che più mi ha fatto sorridere è stata la dinamica tra lui e Dixie. Io ho un debole enorme per i friends to lovers (sono pur sempre una demiaroace) e qui si percepiscono davvero gli anni di amicizia, la fiducia reciproca e quel sentimento che cresce silenziosamente fino a diventare impossibile da ignorare.


Per gran parte del romanzo mi sono ritrovata a tifare per loro e a sperare che finalmente riuscissero a smettere di scappare dai propri sentimenti.

Sono stata investita emotivamente dalla loro storia ma ci sono stati alcuni momenti in cui avrei voluto che gli eventi scorressero un po' più velocemente. Alcuni conflitti mi sono sembrati trascinati più del necessario e in certi punti ho avuto la sensazione che i personaggi continuassero a girare attorno agli stessi problemi.

Non è qualcosa che ha rovinato la lettura, però è stato sufficiente per impedirmi di innamorarmi completamente del romanzo e dargli le 5 stelle.

Ho invece apprezzato molto il modo in cui Martina Pisti affronta temi delicati come il lutto, il senso di colpa, gli attacchi di panico e la difficoltà di concedersi una seconda possibilità. Sono argomenti che danno profondità alla storia e che rendono il percorso dei personaggi ancora più significativo.

Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo. Me lo dice quindici volte, una per ogni anno in cui l’ha sentito e non ha potuto dirmelo.

Una menzione speciale la meritano anche Zoe e Zaira, le gemelle di Dixie sono state una presenza dolcissima per tutta la durata del romanzo e hanno contribuito a regalare diversi momenti teneri che ho apprezzato tantissimo.

Anche la scrittura dell'autrice mi è piaciuta: è scorrevole, coinvolgente. Le pagine scorrono velocemente e diventa facile lasciarsi trasportare dalla storia.

In conclusione, è stata una lettura piacevole e coinvolgente, che mi ha fatto emozionare e che mi ha regalato un protagonista maschile che difficilmente dimenticherò. Non è diventato uno dei miei romanzi preferiti dell'anno, ma resta una storia che consiglio senza dubbio a tuttə.

Se amate i protagonisti green flag, le storie di guarigione emotiva e le relazioni che nascono dall'amicizia, questo romanzo potrebbe fare al caso vostro.

La mia valutazione



A presto,
Beezus

martedì 14 aprile 2026

[RECENSIONE] “Heated rivalry”, Rachel Reid


Buon pomeriggio a tuttə readers e bentornatə sul blog. Nuovo giorno, nuova recensione targata Always Publishing.

Ci sono case editrici che, nel tempo, diventano una certezza. Quelle da cui sai già che, prima ancora di leggere la trama, troverai qualcosa che vale la pena scoprire. Per me, Always Publishing è una di quelle. E portare in Italia Heated Rivalry (un titolo chiacchieratissimo da anni e diventato ancora più popolare grazie al suo adattamento televisivo) è stata una scelta che aspettavo davvero tanto.
Le aspettative erano alte. Forse anche troppo.

Ma andiamo con ordine.




Titolo:
Heated rivalry
Autore: Rachel Reid
Genere: MM romance
Editore: Always Publishing
Trope: rivals to lovers, Forbidden love, opposites attract, hockey romance 
Pagine: 403
Prezzo ebook: 5,99
Prezzo cartaceo: 17,90
Link d'acquisto: https://amzn.to/3QDdl4b

Il libro che ha ispirato la serie tv fenomeno su HBO Max. Ecco Heated Rivalry, il romanzo da cui è tratta l’omonima serie TV che ha incendiato il pubblico di tutto il mondo. Scopri un amore tra due acerrimi rivali più travolgente di qualsiasi competizione! Per gli appassionati di hockey, nessuna rivalità può eguagliare quella tra Ilya Rozanov, capitano dei Boston Bears, e Shane Hollander, leader dei Montreal Voyageurs: talento e arroganza da una parte, disciplina e controllo dall’altra. Sul ghiaccio si affrontano senza esclusione di colpi, nemici dichiarati sotto gli occhi infuocati dei tifosi. Ma lontano dagli spalti e dai riflettori, questa contrapposizione prende una piega pericolosamente diversa. Da anni, infatti, gli incontri segreti che li vedono coinvolti sono attraversati da un’intensità che non ha nulla a che vedere con l’odio… e che li spinge verso un confine impossibile da ignorare. Quando i sentimenti si fanno più profondi e la doppia vita che hanno costruito comincia a stare stretta, il segreto di Ilya e Shane inizia a vacillare. Reputazione, carriera, futuro: tutto è in bilico, e il prezzo da pagare per ciò che li unisce potrebbe essere molto più alto di quanto entrambi siano pronti ad accettare.

Serie Game Changer:

1.Game Changer 
2.Heated Rivalry 
3.Tough Guy 
4.Common Goal 
5.Role Model 
6.The Long Game

L'AUTORE


Rachel Reid è un’autrice bestseller che ha raggiunto il primo posto delle classifiche di USA Today, ABA books e Amazon. È diventata celebre nel giro di pochi mesi per la sua serie hockey romance queer Game Changers, da cui è stata tratta la serie televisiva di grande successo Heated Rivalry, un fenomeno di portata mondiale.

Rachel Reid vive in Nuova Scozia, Canada. Ha due lauree che definisce “noiose” e due figli che considera molto più interessanti.

È tifosa di hockey fin dall’infanzia, anche se non è mai riuscita a giocare nella NHL.

Heated Rivalry segna l’attesissimo debutto dell’autrice nelle librerie italiane.

recensione

«Volevo conoscerti» disse, tendendogli la mano. «Shane Hollander.» Ilya lo fissò, poi sentì le labbra contrarsi appena. «Sì» disse. Serrò la sigaretta tra le labbra e gli strinse la mano. «Sei un giocatore incredibile da guardare» disse Shane. «Lo so.» Se si aspettava un complimento di rimando, sarebbe rimasto deluso.

Ilya Rozanov e Shane Hollander si incontrano quando sono ancora due rookie, tra i più promettenti nel mondo dell’hockey. Fin da subito vengono etichettati come rivali, una narrativa che li segue ovunque e che si rafforza quando finiscono in due squadre storicamente antagoniste. Sul ghiaccio sono tutto ciò che il pubblico si aspetta: competitivi, opposti, sempre pronti a scontrarsi.
Fuori, però, le cose sono molto più complicate.

Quella che nasce come tensione si trasforma presto in qualcosa di difficile da ignorare. I loro incontri diventano sporadici, nascosti, ritagliati tra una stagione e l’altra, tra mesi di distanza e un’ora rubata quando possibile. Un equilibrio fragile, fatto di desiderio e negazione, che con il tempo smette di essere solo fisico e si trasforma in qualcosa di molto più profondo.

E a quel punto ignorarlo diventa impossibile.

«Qual è il numero della tua stanza?» chiese Rozanov. «Quattordici-dieci» rispose Shane, decisamente troppo in fretta. L’altro accennò un sorriso. «Se stasera bussassi alla porta della 1410… diciamo verso le nove?» Shane lottò per mantenere la voce ferma. «Potrei aprire.» Rozanov sorrise di nuovo. «Potrei bussare.»

Il romanzo si muove su dinamiche ben conosciute: il peso dei pregiudizi, la paura di venire allo scoperto, un ambiente (quello sportivo) che non è ancora davvero pronto ad accogliere certe realtà. Non c’è nulla di particolarmente innovativo, ed è giusto dirlo. Ma c’è quel tipo di costruzione che, quando funziona, funziona sempre. E qui, nella maggior parte dei casi, funziona davvero.

Il punto forte, senza dubbio, sono i personaggi.
Ilya e Shane reggono l’intero romanzo. Sono credibili, coerenti, pieni di contraddizioni e proprio per questo reali. Il loro rapporto evolve nel tempo, cambia forma, si complica, e lo fa in modo naturale. C’è tensione, c’è bisogno, c’è quella difficoltà nel dirsi le cose che finisce per dire tutto ancora più forte. È il tipo di dinamica che ti tiene incollata, che ti fa continuare a leggere anche quando sai che probabilmente soffrirai un po’.
Ed è anche il motivo per cui avrei voluto di più.

«Ci vediamo» disse Shane a voce alta. «Ciao, Hollander» rispose Rozanov dall’altra stanza. E Shane se ne andò. Quando rientrò nella sua camera, si rese conto che non si erano nemmeno baciati. Si rese anche conto, con orrore, che gli dispiaceva.

Il mio problema principale con il romanzo è stato lo stile. In diversi punti ho avuto la sensazione che alcune scene venissero liquidate troppo in fretta, quasi sfiorate invece che davvero vissute. Momenti che avrebbero potuto essere devastanti, emotivamente pieni, si fermano un passo prima. E si sente.

E sì, lo ammetto: ci sono scene che avrei voluto vivere sulla pagina con la stessa intensità con cui le ho viste altrove. Penso alla telefonata tra Ilya e Shane, quando Ilya si lascia andare a quel discorso in russo: un momento così intimo, così carico di significato, da togliere il fiato. È una di quelle scene che ti restano addosso, che ti fanno fermare un attimo e sentire tutto.

«Allora vieni al cottage. Per favore. Saremo solo noi due, completamente soli, per tutto il tempo che vorrai.» E, Dio, suonava così perfetto. Gli occhi di Shane dicevano che gli si sarebbe spezzato il cuore se avesse detto di no. Così Ilya scelse la via d’uscita dei codardi. «Forse.»

Proprio per questo, non ritrovare la stessa forza emotiva sulla carta mi ha lasciato un po’ di amaro. Aveva un potenziale enorme, e avrei voluto che fosse scritto in modo da farmelo sentire davvero, fino in fondo.

Avendo visto prima l’adattamento, il confronto è stato inevitabile. E, contro ogni aspettativa, in alcuni momenti è proprio lì che ho trovato più intensità. Il romanzo resta molto fedele e il finale, anzi, è più articolato e lascia più spazio, ma ci sono dettagli emotivi che sullo schermo mi hanno colpita di più.

«Resterei qui per sempre, se potessi» mormorò in russo. Sentì Shane sospirare, ma sembrava più un suono sognante che esasperato. Forse aveva capito. Forse certi sentimenti non si potevano nascondere nemmeno dietro parole straniere.

Nel complesso, Heated Rivalry è una lettura che mi è piaciuta. Mi ha coinvolta, mi ha fatto affezionare ai personaggi e mi ha fatto venire voglia di continuare questa serie. Però non è stato il colpo di fulmine che mi aspettavo.

Resta comunque una storia che lascia il segno e che merita di essere letta, soprattutto se si è già affezionati a Ilya e Shane.

Voi lo avete letto? Cosa ne pensate?

La mia valutazione 

A presto,


Beezus










venerdì 10 aprile 2026

[RECENSIONE] "Shield of sparrows", Devney Perry


Buongiorno a tuttə readers e ben tornati sul blog con una nuova recensione!

Always Publishing ha dato il via alla sua nuova collana “Magic”, dedicata al romantasy…e ovviamente non potevo non esserci. Oggi infatti vi parlo della loro prima uscita.

“Shield of Sparrows” di Devney Perry — un’autrice già conosciuta in Italia e che io apprezzo davvero tanto. Aspettavo questo suo fantasy da quando è uscito in lingua originale, quindi grazie mille ad Always per la copia ARC digitale: la vostra fiducia non è mai scontata.

Ma bando alle ciance, veniamo a noi!


Titolo:
Shield of Sparrows
Autore: Devney Perry
Genere: Romantasy
Editore: Always publishing 
Trope: Arranged marriage, enemies to lovers, forced proximity, slow burn
Pagine: 769
Prezzo ebook: 4,99
Prezzo cartaceo: 17,90
Link d'acquisto: https://amzn.to/4stsx1g

Odessa è la figlia del Re d’Oro. Una principessa del Quentis… quella sbagliata. Senza gloria né potere, è abituata a vivere nell’ombra, a obbedire e a sopportare il destino che gli altri hanno scelto per lei. Fino al giorno in cui il principe del Turah, un leggendario cacciatore di mostri, arriva sulle coste del Quentis e… decide che è Odessa la sposa che desidera e porterà con sé nel suo regno, non la sorella. Una principessa è ciò che gli spetta per onorare l’antico trattato che suggella con il sangue una indissolubile alleanza tra regni… e non importa che sia la principessa sbagliata, Odessa ancora una volta deve piegarsi. Ad accompagnare il Principe c’è anche il Guardiano, un guerriero violento, un assassino, forse il Dio stesso degli Inferi. Nonostante l’uomo disprezzi Odessa e lei stessa ricambi il sentimento, sarà il Guardiano a doverla scortare attraverso le terre popolate dai mostri del Turah, mentre lei cercherà di capire quale sarà il suo nuovo ruolo: regina per suo marito, spia per suo padre, vittima sacrificale per il suo popolo. Ma cosa succederebbe se la principessa Odessa decidesse di deludere le aspettative del padre, del futuro marito e del Guardiano che la segue a ogni passo? Se imparasse che la vera forza non è essere la pedina che gli altri pretendono che lei sia, ma abbracciare la regina che è destinata a diventare? In un mondo governato dagli Dei e dai mostri le insidie sono in agguato, ma Odessa scoprirà la verità: le bestie più pericolose sono quelle che stringono l’elsa di una spada e tramano nell’ombra.

Shield of Sparrows:
1) Shield of Sparrows

recensione

Qualunque fosse il motivo, aveva scelto lei come Sparrow. Sceglieva sempre lei.

Odessa è la figlia del Re d’Oro…ma quella “sbagliata”.
Una principessa senza potere, senza un vero ruolo, cresciuta nell’ombra e abituata a piegarsi alle decisioni degli altri.

Il suo destino sembra già scritto: sarà sua sorella, la prescelta, a diventare la Sparrow e a sposare il principe del Turah per mantenere l’alleanza tra i regni.

Finché il principe non arriva…e sceglie Odessa. Non la sorella perfetta, non quella destinata a regnare. Proprio lei.

«Cos’hai detto?» «No.» Raddrizzai le spalle, usando le ultime forze che mi restavano, e sollevai il mento. «Ti darò retta, per tutelare la mia sicurezza. E quella degli altri. Farò del mio meglio per stare “fuori dai piedi”. Ma non obbedirò a ogni tuo capriccio. Non mi umilierò, solo perché mi consideri insignificante. Se volevi che restassi zitta, allora avresti dovuto lasciare che il marroweel mi uccidesse. Non sono un soldato a cui puoi dare ordini. Non sono una moglie che puoi comandare. Perciò no, non siamo d’accordo.»

E così, da un giorno all’altro, Odessa viene trascinata in un matrimonio politico che non ha scelto e in un viaggio verso una terra ostile, popolata da mostri e segreti. Al suo fianco, oltre al marito, c’è il Guardiano: una figura oscura, violenta, quasi disumana… e tra loro l’odio è immediato.

Durante questo viaggio, Odessa si ritroverà a mettere in discussione tutto: il suo ruolo, la sua lealtà, e soprattutto la persona che vuole diventare. Perché forse, per la prima volta, potrebbe scegliere di non essere più la pedina di qualcun altro.

Non vi dico altro perché il rischio spoiler è altissimo!

«Non tutti i mostri sono nati dagli Dei, mia regina. Alcuni di noi sono stati creati qui.» Noi. Quindi anche lui si considerava un mostro. Chi lo aveva reso tale?

Devney Perry si conferma una garanzia. La sua scrittura è fluida, scorrevole, estremamente visiva: riesce a costruire un mondo credibile senza appesantire mai la lettura. Ho adorato il modo in cui ha reso l’ambientazione e le creature, inquietanti, ma mai completamente lontane da qualcosa di reale.

Ma la vera forza del romanzo, per me, è Odessa. È un personaggio complesso, pieno di dubbi, spesso intrappolato nei suoi stessi pensieri, e proprio per questo incredibilmente umano. Il suo continuo rimuginare può sembrare eccessivo, ma secondo me la rende autentica: soprattutto per chi è abituato a stare in silenzio, a osservare più che agire.

Forse avrei dovuto semplicemente essere grata di essere sola. Niente di nuovo. Ero sempre stata sola. L’unica persona su cui potessi contare, che prendesse le mie parti e mi vedesse, ero io.

E poi c’è il Guardiano. Non dirò molto su di lui (fidatevi, è meglio così), ma è uno di quei personaggi che catturano subito l’attenzione. Duro, ambiguo, apparentemente spietato… ma con qualcosa sotto la superficie che si intuisce fin dalle prime pagine. Io l’ho amato praticamente subito!

Ammetto che, inizialmente, la componente romance non era ciò che mi interessava di più. E invece mi ha sorpresa. Il rapporto tra i protagonisti è costruito bene, senza risultare forzato: lei non ha bisogno di lui per esistere o essere felice, sta facendo un percorso tutto suo per diventare indipendente. E lui, cosa che ho apprezzato tantissimo, non cerca di “salvarla”, ma la sostiene senza metterla su un piedistallo. (C’è una scena in cui parlano della possibilità per Odessa di tornare nel Quentis…e niente, lì io mi sono sciolta).

Forse avrei dovuto semplicemente essere grata di essere sola. Niente di nuovo. Ero sempre stata sola. L’unica persona su cui potessi contare, che prendesse le mie parti e mi vedesse, ero io.

L’unica cosa? Forse avevo aspettative troppo alte. Avevo letto di plot twist sconvolgenti, ma personalmente sono riuscita a intuire quello principale abbastanza presto. Questo però non ha rovinato la lettura, perché il viaggio, più che la sorpresa, è ciò che funziona davvero.

In generale, è una lettura che consiglio a tuttə.
A chi si avvicina al fantasy, perché è accessibile e coinvolgente.
A chi lo ama da tempo, perché l’ambientazione e le dinamiche funzionano davvero bene.
E a chi cerca una protagonista femminile forte, ma in modo realistico.

Io l’ho amato così tanto da comprare subito anche il cartaceo (che, tra l’altro, è un piccolo gioiellino).

Quindi sì: ve lo consiglio assolutamente.
Cosa state aspettando?

La mia valutazione

A presto,

beezus

sabato 28 marzo 2026

[REVIEW TOUR] Recensione "The deepest end of love", Lisina Coney


Buon pomeriggio a tuttə Readers e ben tornatə nel blog con il review tour di The deepest end of love di Lisina Coney, per cui ringrazio Queen Edizioni per la copia digitale del romanzo!

Questo è il terzo e ultimo romanzo della trilogia The Brightest Light: sono tutti autoconclusivi, ma io vi consiglio di leggerli in ordine, perché vedere l’evoluzione dei personaggi è davvero emozionante.

Vi parlo dei primi due volumi in QUESTO post; se volete che ve ne parli meglio anche qui sul blog fatemelo sapere nei commenti!

Ma bando alle ciance, veniamo a noi!



Titolo:
The deepest end of love
Autore: Lisina Coney
Genere: Romance
Editore: Queen edizioni
Trope: Age gap, emotional angst, slow burn, forbidden love (professore x studentessa)
Pagine: 465
Prezzo ebook: 3,99
Prezzo cartaceo: 15,90
Link d'acquisto: https://amzn.to/3Pyxc4g


Lei rispetta le regole. Lui è l’uomo che potrebbe rovinarle la reputazione. Lila Callaghan ha sempre cercato di mantenere un profilo impeccabile. Ma quando viene sorpresa a vendicarsi del suo ex, con un gesto impulsivo che non la rende certo orgogliosa, capisce di aver superato il limite. E a sorprenderla è proprio Reed Abner: professore affascinante, stimato da tutti e, sfortunatamente, amico di famiglia. Per due anni Lila ha evitato accuratamente ogni contatto con lui, temendo che la loro conoscenza potesse suscitare pettegolezzi all’università. Ma ora, voltargli le spalle non è più possibile. Alla disperata ricerca di uno stage per completare il Master, si ritrova ad accettare la proposta di Reed: un’opportunità preziosa presso il centro giovanile che coordina. Rifiutare sarebbe un errore. Accettare, però, significa affrontare ogni giorno la presenza dell’unico uomo capace di metterla in crisi. Reed è il suo supervisore. Ha dodici anni più di lei. Eppure, più lavorano fianco a fianco, più ciò che Lila prova diventa impossibile da ignorare. Lui rappresenta tutto ciò che dovrebbe evitare. Ma il cuore non conosce regole. E forse, lasciarsi andare sarà la scelta più coraggiosa che abbia mai fatto.

The brightest light:
3. The deepest end of love

recensione

Nessun uomo potrà mai mancarmi di rispetto in questo modo e farla franca.




Lila è una ragazza giovane, ma sa bene cosa vuole dalla vita e come raggiungere i suoi obiettivi. Le manca solo la laurea e un’abilitazione prima che i suoi sogni diventino realtà.

Studiare e lavorare sodo sono le uniche cose che fa e, quando scopre che il suo fidanzato la tradisce, non riesce a credere a come reagisce… il tutto sotto gli occhi di Reed Abner.

Reed è un ricercatore dell’università di Lila, nonché amico dei suoi genitori. Ha dodici anni più di lei, è molto conosciuto nel loro ambito ed è anche il suo nuovo supervisore di tirocinio.



A rischio di sembrare uno stronzo di prima categoria, per me è naturale interrompere le conversazioni quando le persone iniziano a parlarmi della loro famiglia: ho imparato che meno sembro interessato e meno domande faccio, meno è probabile che mi chiedano della mia vita privata.

Per questo motivo Lila cerca di stargli il più lontano possibile: non vuole che le persone pensino che non si sia meritata quel posto o che l’amicizia tra Reed e i suoi genitori le abbia in qualche modo facilitato la strada. Dall’altra parte, Reed non ha alcuna intenzione di intraprendere relazioni con la figlia dei suoi amici.

Peccato che, quando la vita si mette di mezzo, non tutto vada secondo i piani. L’attrazione che c’è sempre stata tra loro cresce ogni volta che si vedono, rendendo sempre più difficile restare lontani.

Riusciranno a combattere ciò che li lega oppure il loro legame è più profondo di quanto pensino?

«E mi dispiace di averle fatto perdere tempo.» 
«Parlare con te non è mai una perdita di tempo, Lila.»

Lisina Coney è un’autrice meravigliosa che ho scoperto solo l’anno scorso grazie ad Audible. I primi due libri di questa serie li ho ascoltati (seguendoli anche sul Kindle) uno dopo l’altro, senza riuscire a fermarmi neanche un secondo.

Sapevo che la storia di Lila e Reed mi sarebbe entrata nel cuore come le precedenti, ma non immaginavo quanto in profondità avrebbe scavato.

«Ma potrei sbagliarmi. Scusa se mi sto immischiando. Ho pensato di mostrartelo piuttosto che tenerlo per me, nel caso in cui sia di aiuto. O forse a Cameron non piace leggere ed è inutile…» «Lila.» Deglutisco. «Sì?» «Smetti di dubitare delle tue capacità, cazzo.» L’aria mi esce dai polmoni. Non perché ha detto una parolaccia e non gliene avevo mai sentita dire una – perché questo lo fa sembrare così attraente? – ma perché sembra così sicuro, così convinto, che le sue parole mi si imprimono nel cervello.




Tutte e tre le coppie di questa trilogia mi hanno lasciato qualcosa, facendomi empatizzare con ognuno di
loro: Grace con la sua tenacia, Cal con il suo bisogno di proteggere chi ama, Maddie con il suo sentirsi sempre “non abbastanza” e James con la sua paura di amare di nuovo. 

Più di tutto, mi hanno trasmesso il loro bisogno di rivalsa, il desiderio di essere felici e di dare all’altro il meglio di sé.

Ma non ero davvero pronta a Lila e Reed. Non ero pronta soprattutto a Lila.




Come fai a dire a qualcuno che ti stai innamorando della sua mente senza spaventarlo?

Perché, per quanto io sia riuscita a capire tutti i personaggi, compreso Reed con il suo passato tormentato, Lila è stata la vera scoperta per me.

Cosa può andare storto in una vita apparentemente perfetta? Lila ha genitori che la amano profondamente, una zia che è come una sorella e una migliore amica con cui è cresciuta, nonostante la vita le abbia portate su strade diverse.

Ed è proprio qui che lei inciampa: nella sua vita che sembra perfetta. Ha tutto, sta seguendo ciò che ama ed è molto brava in quello che fa, grazie allo studio, all’impegno e a un’empatia che le è innata.

Ho bisogno di lei. Ho bisogno di lei in un modo quasi disperato che non capisco.

Proprio per questo, il peso delle aspettative su di lei è enorme. Il giudizio degli altri diventa fondamentale, perché sente di non aver mai davvero dovuto lottare per ottenere ciò che ha… e questo la porta a chiedersi come possa essere una buona counselor per bambini con vite così difficili.

Ed è Reed ad aiutarla a capire che merita tutto ciò che ha, perché ha lavorato duramente per ottenerlo. Reed, con il suo passato doloroso, la sua paura di amare e di lasciarsi andare, trova in Lila una luce che non pensava di meritare.

Reed, che incarna esattamente il tipo di counselor che Lila vorrebbe diventare: bravo, appassionato, intelligente e gentile. Reed è uno di quei personaggi che sembrano avere sempre tutto sotto controllo, quelli che fanno della razionalità e delle regole il loro punto fermo. Ma sotto questa superficie si nasconde molto di più: un uomo che lotta costantemente tra ciò che sente e ciò che pensa sia giusto fare. Ed è proprio questo suo trattenersi, questo continuo mettere gli altri prima di sé, che lo rende così umano e, in un certo senso, anche fragile.

«Allora», inizia lui. «Credo che dovremmo parlare di quello che è successo ieri sera.» Lo guardo negli occhi e il mio cuore accelera. «Perché?» Fa una pausa. Poi manda in frantumi tutte le mie inibizioni. «Perché voglio farlo di nuovo.»

Tra Lila e Reed c’è una tensione costante, fatta di sguardi che durano un secondo di troppo e parole che spesso restano sospese. Non è solo attrazione: è il modo in cui si vedono davvero, in cui riescono a leggere le fragilità dell’altro anche quando cercano di nasconderle. Il loro è un rapporto che cresce piano, ma con un’intensità che si percepisce in ogni scena, proprio perché entrambi sanno quanto sia complicato lasciarsi andare.

E con la sua penna poetica, Lisina Coney riesce a intrecciare tutto questo in una storia che vale davvero la pena leggere. Una storia che mi è entrata nel cuore persino più delle precedenti.

«Ti amo, angelo. Sei la cosa migliore che mi sia mai capitata e voglio prendermi cura di te per il resto della mia vita. Se mi vuoi, sono tuo.»

Lila e Reed mi hanno lasciato addosso quella sensazione di amore trattenuto, quello che spaventa proprio perché è reale, perché costringe a mettersi a nudo e a rischiare davvero. Una storia che difficilmente dimenticherò.

La mia valutazione

Avete già letto questa nuova uscita o la stavate aspettando?

A presto,
Beezus

giovedì 19 marzo 2026

[REVIEW PARTY] Recensione “Il profumo dei lamponi”, Monica Brizzi


Buongiorno a tuttə readers e ben tornati sul blog con una nuova recensione!

Oggi torno con il review party organizzato da “Reading is true love”, che ringrazio per avermi inclusa, dedicato a Il profumo dei lamponi di Monica Brizzi, edito da More Stories, che ringrazio per la copia digitale.

Ma bando alle ciance, veniamo a noi!


Titolo:
Il profumo dei lamponi
Autore: Monica Brizzi
Genere: Romance
Editore: More stories
Trope: Strangers to lovers, celebrity, rom-com
Pagine: 202
Prezzo ebook: 2,99
Prezzo cartaceo: 12,99 (flessibile), 17,99 (rigida)
Link d'acquisto: https://amzn.eu/d/0dwkH9zs


La quiete della campagna non potrebbe essere spezzata in modo peggiore che dall’arrivo di Damiano Diadori. Camilla gli ha affittato la villa ai margini della sua tenuta senza sapere che, insieme alle sue valigie, avrebbe portato con sé il rumore dei ricordi, una malinconia sottile e un fascino ingombrante. Uno scompiglio che non riguarda solo la pace del luogo, ma anche – e soprattutto – la sua testa e il suo cuore. Damiano è fuggito. Da un passato troppo pesante, da un presente che lo soffoca. Di certo non era nei suoi piani perdersi in una donna che sembra sempre sul punto di cadere, che conosce la terra meglio dei pensieri, che dice la verità con la stessa naturalezza con cui raccoglie pomodori o parla alla sua capra. Eppure, qualcosa tra loro comincia a vibrare. Un’intesa stonata, fragile, inspiegabile, fatta di gesti piccoli e verità sospese. Camilla è un mistero lieve e luminoso, con un prima e un dopo che l’hanno cambiata. E quel passaggio silenzioso potrebbe insegnare anche a Damiano come si fa a tornare a respirare. Due anime spezzate. Un bed and breakfast tra le colline. Un cane, un gatto e una capra a fare da coro. E la possibilità, forse, di rimettere insieme i pezzi.


recensione

«Ero concentrata sulla canzoncina che cantavo. E su pensieri di vario tipo.» «Un esempio?» «Tu, la tua presenza qui.» Stringe gli occhi, le rughe sulla fronte si intensificano e distendono subito dopo. «Mi piace essere nei tuoi pensieri.»



Il romanzo racconta la storia di Camilla e Damiano. Camilla è una ragazza profondamente legata alla terra: la sua vita ruota attorno al suo bed & breakfast, all’orto e agli animali di cui si prende cura con dedizione. 

Damiano, invece, è un nuotatore di fama mondiale che sente il bisogno di allontanarsi da tutto e ricominciare da zero. E quale posto migliore, se non il B&B di Camilla? 

È così che le loro strade si incrociano. A unirli, fin da subito, è qualcosa di invisibile ma potente: entrambi custodiscono un passato doloroso, fatto di ferite che non riescono (o non vogliono) raccontare. Eppure, giorno dopo giorno, tra piccoli gesti e momenti condivisi, la distanza si accorcia e i sentimenti iniziano a farsi spazio.


Come cazzo si ripara una ragazza a cui viene sempre tolto tutto?

Non voglio entrare troppo nei dettagli della trama: il libro è piuttosto breve e rischierei di rovinarvi la lettura. Se siete curiosi di scoprire cosa si nasconde dietro i silenzi dei protagonisti… non vi resta che leggerlo!

Nel complesso è stata una buona lettura. Lo stile dell’autrice è scorrevole e piacevole: non risulta mai pesante o artificioso, e riesce a mantenere coerenza sia nel tono che nella caratterizzazione dei personaggi.

Ho apprezzato, in particolare, la differenza tra le due voci: quella di Camilla, più pratica e quasi “didascalica”, a tratti simile a un elenco di azioni quotidiane (e vi assicuro che ha perfettamente senso per il suo personaggio!), e quella di Damiano, più emotiva, fragile e attraversata da una costante inquietudine.

«Io ho smesso di funzionare quando lo ha fatto il mio corpo, e ho smesso di sentire quando lo ha fatto il mio cuore. Sono rotta, ma ho riattaccato i pezzi. Mi piacerebbe aiutarti a riattaccare i tuoi.»



Però, perché sì, c’è un però, il libro non è riuscito a coinvolgermi fino in fondo.

Ho fatto fatica a entrare davvero in sintonia con i personaggi, nonostante, sulla carta, abbiano caratteristiche in cui solitamente mi riconosco. La sensazione è che ci sia stata “troppa carne al fuoco” per il numero di pagine: il passato di Camilla, quello di Damiano, le dinamiche del presente… fino ad arrivare addirittura a più di un conflitto concentrato nelle ultimissime pagine.

Tanti elementi interessanti, ma racchiusi in uno spazio narrativo troppo ristretto.



«Sei una delle persone più forti che conosca», mormoro scendendo verso l’orecchio. «Credo di essermi innamorato di questo, prima che del resto.» Trattiene il respiro, io con lei.

Avrei preferito meno eventi e più approfondimento, soprattutto su Camilla. Vengono accennati aspetti del suo passato (come il fatto che nuotasse e studiasse agraria) che restano però poco sviluppati e lasciano la sensazione di qualcosa di incompleto.

In generale, mi sarebbe piaciuto un romanzo più ampio, con più respiro, capace di esplorare meglio sia le loro storie personali sia l’evoluzione del loro rapporto.

«Nemmeno io sarei tornata a sentire, senza di te. Ma, e spero di non ferire il tuo ego, mi sono salvata da sola. Ci si salva sempre da soli. Solo che farlo quando intorno non c’è nessuno che ti aiuta o allunga una mano, che ti guida o appoggia, è più difficile.»

Rapporto che, tra l’altro, è uno degli elementi che ho apprezzato di più: nasce in modo naturale e sano. Ho trovato molto bello il fatto che, nonostante l’attrazione, Damiano scelga di prendersi il tempo per stare meglio prima di iniziare davvero qualcosa con Camilla. Un messaggio importante, che non si incontra così spesso e che meriterebbe di essere preso come esempio.

In conclusione, è un libro che mi sento comunque di consigliare: affronta temi delicati con sensibilità e leggerezza, senza mai risultare pesante, e regala una lettura dolce e riflessiva.

La mia valutazione


A presto,

Beezus