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sabato 7 febbraio 2026

[RECENSIONE] “Il regno dei corvi. House of pounding hearts”, Olivia Wildenstein

Buon pomeriggio a tuttə readers e ben tornatə nel blog con una nuova recensione!

Come vi avevo promesso qualche giorno fa, oggi torno a parlarvi del secondo volume della serie Il regno dei corvi di Olivia Wildenstein (recensione al primo volume QUI). Ringrazio come sempre la Queen Edizioni per la copia digitale del romanzo.

House of Pounding Hearts è stato anche una delle letture che ho utilizzato per la mia k-pop bookish challenge (QUI trovate tutte le info), quindi potete immaginare quanto fossi curiosa e coinvolta già prima di iniziarlo.

Ma bando alle ciance e veniamo a noi.


Titolo:
House of pounding hearts
Autore: Olivia Wildenstein
Genere: Fantasy, romance
Editore: Queen edizioni
Trope: hate to love, slow burn, prophecies, touch her and die, fated mates, morally gray characters
Pagine: 577
Prezzo ebook: 5,99
Prezzo cartaceo: 19,00
Link d'acquisto: https://amzn.to/4astCk1

Fino a quando un oracolo non mi ha predetto il futuro, non avrei mai immaginato di potermi distaccare dalla mia reputazione. Dopotutto, sono una mezzosangue priva di magia, amata dalle bestie ma detestata da ogni Fae purosangue. Beh, tutti tranne uno. Dante Regio, principe di Luce, possiede il mio cuore da quando mi ha rubato il primo bacio. Per aiutarlo a destituire Marco Regio, l’attuale sovrano, e salire al trono con me al suo fianco, devo ritrovare cinque corvi di ferro e restituirgli la libertà. Se solo l’oracolo mi avesse avvertita del demone che avrei liberato. E che sarei diventata la sua ossessione.

Il regno dei corvi
2. House of pounding hearts
3. House of Striking Oaths

Spin-off
1. House of Shifting Tides
2. House of Burning Frost

L'AUTORE


Olivia Wildenstein autrice bestseller di USA Today, è cresciuta nella città di New York e si è laureata in letteratura alla Brown University. Dopo aver disegnato gioielli per qualche anno, ha scambiato gli attrezzi con la scrittura; cosa più logica, data la sua laurea. Quando non è seduta davanti al computer, psicoanalizza tutti quelli che incontra (sì, tutti), origliando le conversazioni per raccogliere materiale per il suo prossimo libro e cercando di non dimenticare uno dei suoi figli a scuola. Ha una piccola ossessione per il romanticismo e tutto ciò che è paranormale.


recensione

«I Corvi non se la cavano molto bene senza i loro compagni predestinati.»

House of Pounding Hearts è il classico romanzo di mezzo, quello che spesso si teme possa risultare più lento o di semplice passaggio. Ammetto che partivo con questa aspettativa… e invece mi sono dovuta ricredere completamente. Da qui in poi fate attenzione: se non avete letto il primo volume potrebbero esserci spoiler, anche se non entrerò nei dettagli della trama di questo secondo libro.

Fal è stata, di fatto, rapita dal Re dei Corvi, Lorcan, che l’ha confinata in una stanza accanto alla sua. È libera di muoversi all’interno del castello, ma non può lasciare il regno. Questa prigionia dorata le va stretta, soprattutto perché si sente tradita da chi considerava ormai un amico. Le mura del castello diventano per lei una gabbia, fisica ed emotiva.

«Temo che Fallon, che è particolarmente scaltra e ostinata, annullerebbe il nostro armistizio, nel caso lui restasse nei paraggi.» Prorompo in un verso di scherno. “E con quale arma?” “Me.”

Come se non bastasse, tra lei e Lorcan esiste un legame profondo e inspiegabile che Fal non riesce a comprendere né ad accettare. Lorcan continua a ripeterle che tutto ciò è per il suo bene, che la sta proteggendo, ma per lei è difficile fidarsi, soprattutto dopo tutto quello che ha scoperto e perso.

Le cose iniziano a cambiare lentamente quando Fallon comincia a vedere il mondo che la circonda con occhi diversi. Scopre verità che le erano sempre state nascoste, comprende meglio il funzionamento di quel regno e, passo dopo passo, anche quel legame con Lorcan assume sfumature nuove. Non scompare la confusione, ma qualcosa si incrina, si trasforma, diventa diverso.

«Ma guarda un po’, la puttana che ha fatto mozzare il braccio del mio amico.» Un fulmine fende il cielo, illuminando i Fae e adombrando i Corvi. Tavo mi rivolge un’occhiata da sotto un sopracciglio inarcato, proprio mentre Lorcan esplode in una nuvola di fumo. Un istante dopo, un grido squarcia l’aria e si sente il clangore del metallo, mentre ogni soldato sull’isola brandisce la propria spada. Quando Lorcan ricompare di fronte a me, dai suoi artigli sgocciola del sangue che si ripulisce con noncuranza sul cuoio nero che gli avvolge le gambe muscolose. «Muoviti con l’interrogatorio, Diotto, perché la prossima volta che questa selvaggia dirà qualcosa di inappropriato sul mio Corvo, le rimuoverò la lingua. Considerando che non ha più le mani con cui scrivere una confessione, la cosa potrebbe rivelarsi poco pratica.»

Il romanzo è ricchissimo di eventi, colpi di scena, tensione e batticuore. Ho letto molte opinioni secondo cui questo secondo volume sarebbe più incentrato sul romance, ma personalmente non mi trovo del tutto d’accordo. È vero che viene chiarito (piccolo spoiler?) il vero love interest di Fal, ma oltre a questo troviamo un equilibrio molto riuscito tra romance e fantasy. Proprio come nel primo libro, con una nota forse più sognante e intensa, se così posso descrivere la sensazione che mi ha lasciato addosso questa lettura.

Uno degli aspetti che ho apprezzato di più è la crescita di Fallon. È lenta, graduale, a tratti frustrante, ma incredibilmente realistica. Dobbiamo aspettare praticamente la fine del romanzo per vedere finalmente la protagonista forte e determinata che desideravamo fin dall’inizio, ma proprio per questo il suo percorso risulta credibile. Fal è una ragazza mezzosangue che scopre di non essere nulla di ciò che ha sempre creduto, viene strappata alla sua vita e catapultata in un mondo nuovo e ostile: è normale che ci voglia tempo per reagire, capire e diventare più consapevole di sé.

«Potrai anche considerarmi un mostro, e forse combattere contro i mostri mi ha trasformato in uno di essi, ma come hai detto tu, sei incatenata a me, Uccellino.» Sbuffo un respiro fuori dall’angolo della bocca in un verso di frustrazione. «Non l’ho detto. L’ho pensato…» «Sai questo che cosa mi rende nei tuoi confronti?» Caccio un sospiro. «La mia palla al piede?» La sua bocca si incurva. «Questo fa di me il tuo mostro. Quello che combatterà contro tutti gli altri pur di tenerti al sicuro.»

La scrittura di Olivia Wildenstein, poi, è ancora più coinvolgente ed emozionante rispetto al primo volume. Riesce davvero a trasportarci nel Regno dei Cieli, facendoci sentire parte di quell’atmosfera sospesa e pericolosa. Anche i personaggi secondari hanno molto più spazio e spessore rispetto al libro precedente, risultando ben caratterizzati e pieni di sorprese.

Io, personalmente, sono follemente innamorata di Pheebs e Syb, i migliori amici di Fallon. Li ho adorati in ogni scena e spero davvero che nei prossimi volumi possano avere tutta la felicità che meritano, perché dopo tutto quello che affrontano se lo sono guadagnato a pieno titolo.

E poi c’è Lorcan. Che dire di lui? Mi ha fatto sorridere come un’adolescente per tutta la lettura. Il modo in cui si comporta con Fal, ciò che le dice e, soprattutto, ciò che dimostra con i fatti… esiste davvero uno così anche per me?

È protettivo, dolce solo con lei, disposto a tutto pur di tenerla al sicuro. In un mondo popolato da mostri, dove anche i personaggi migliori si muovono in una zona moralmente grigia, trovare qualcuno con sentimenti così assoluti è raro e per questo ancora più affascinante.

«Ha’rovh béhya an ha théach’thu; ha’raì béih». Anche se il suo timbro è profondo, le sue parole mi si imprimono nella mente, e ciascuna sillaba sconosciuta e strana consonante ondeggia dentro di me a ritmo con i suoi fianchi: haroff beya an ha thock thoo; haray beh. «Dimmi… che cosa significa.» “Che fino a quando non ti ho incontrata, Uccellino, mi limitavo a sopravvivere; la mia non era vita.”

Alla fine, più che una recensione, questa è stata una sessione di fangirling totale, ma sapevo che sarebbe andata così. Ho amato ogni singola pagina: è stato un crescendo continuo di emozioni e raccontarlo in modo completamente razionale è quasi impossibile.

Sarà anche solo l’inizio dell’anno, ma lo dico senza esitazioni: House of Pounding Hearts è senza dubbio una delle migliori letture del 2026.

La mia valutazione


A presto,
beezus

sabato 24 gennaio 2026

[RECENSIONE] "Black sea", Chiara Cilli


Buon pomeriggio a tuttə readers e ben tornatə nel blog con una nuova recensione in anteprima!

Oggi si parla di una nuova uscita che non potevo assolutamente lasciarmi scappare: esce proprio oggi il nuovo romanzo di Chiara Cilli, che ringrazio di cuore per la copia digitale.
Fantasy romance con tinte dark? Sì, grazie. Eccomi. Sono già lì.

Questa lettura fa parte della “kpop bookish challenge” come sfida extra! Se volete saperne di più: QUI.

E quindi bando alle ciance…veniamo a noi.




Titolo:
Black sea
Autore: Chiara Cilli
Genere: Fantasy romance
Editore: Self publishing
Trope: Enemies to lovers, tinte dark, spicy, ispirato alla coppia Haladriel/Saurondriel
Pagine: 575
Prezzo ebook: 2,99
Prezzo cartaceo: 25,00 (rigida), 18,90 (flessibile)
Link d'acquisto: https://amzn.eu/d/4H5zO9P


Un'elfa. Un umano. Una passione proibita. Un antico e oscuro nemico pronto a tutto, pur di riprendersi il potere. L’ho incontrato sul campo di battaglia, mentre l’inondazione stava per travolgerci. Mi sono ritrovata a salvargli la vita. Ho scelto lui, invece del mio popolo. Non so perché. Ora sono io a dovermi fidare di lui per sopravvivere in una terra straniera. Tuttavia, più ci avviciniamo, più l’attrazione che provo per l’umano diventa insostenibile. So che è proibito. Ma ogni sguardo, ogni tocco, ogni parola che sussurra nel mio orecchio a punta minaccia di consumarmi. Di farmi precipitare in un mare di tenebre. Di distruggermi. Perché lui non è chi dice di essere.



L'AUTORE





Autrice italiana di romantasy, dark contemporary romance ed erotic suspense. Ama le storie d'amore intense e piene di angst. Quando non scrive, le piace leggere, guardare film e serie tv, e prendersi cura dei suoi gatti.





recensione

«L’elfa ritiene che l’umano non sia abbastanza forte neanche per tagliare un ramo?» Lo guardai male. «È solo che non è in una posizione facile. E tu sei enorme.» Un pigro sorriso malizioso si aprì sulle sue labbra. «Ah, sì?»


La storia ruota attorno a pochi elementi fondamentali, ma potentissimi: un’elfa, un umano, un legame che non dovrebbe esistere e un’ombra antica pronta a tornare a reclamare il proprio potere. Nauriel incontra Amlach nel momento peggiore possibile, nel pieno di una battaglia in cui tutto sta per crollare. È il caos, è la paura, è l’istinto a guidarla… ed è proprio lì che prende la decisione più sbagliata e più inevitabile di tutte: salvare la vita a un umano, scegliendo lui invece del proprio popolo.
Da quel momento, nulla torna davvero al proprio posto.

Nauriel si ritrova costretta a fidarsi di lui per sopravvivere in una terra che non le appartiene, mentre ogni certezza inizia lentamente a sgretolarsi. Quella che nasce come una convivenza forzata diventa qualcosa di molto più pericoloso, perché l’attrazione tra loro cresce pagina dopo pagina, rendendo sempre più difficile ricordarsi che ciò che provano è proibito.
Ogni sguardo indugiato, ogni contatto anche solo accennato, ogni parola sussurrata troppo vicino mette a rischio il fragile equilibrio di Nauriel, trascinandola sempre più verso un confine che sa di non poter oltrepassare. 

Il loro legame è fatto di tensione costante, desiderio trattenuto, passi avanti e passi indietro che non servono mai davvero a mettere distanza. C’è qualcosa di oscuro, magnetico e inevitabile nel modo in cui si cercano e si respingono allo stesso tempo. E mentre Nauriel lotta contro ciò che sente, l’ombra del Male si muove nell’oscurità, pronta a tornare più forte che mai.

E poi c’è lui. Amlach.
Affascinante, ambiguo, mai completamente leggibile. Un personaggio che ti fa venire voglia di fidarti e, allo stesso tempo, di non abbassare mai la guardia. È chiaro fin da subito che non è chi dice di essere, e questa consapevolezza aggiunge ulteriore tensione a una storia già carica di emozioni.
Qui mi fermo con la trama, readers, perché il bello di questo romanzo sta proprio nello scoprire lentamente cosa si cela dietro incantesimi, battaglie e verità taciute. Posso però dirvi che è una storia che non ha paura di osare. Ci sono scene intense, crude, emotivamente forti e anche molto esplicite, che potrebbero non essere adatte a tuttə, ma che risultano coerenti con il tipo di racconto che Chiara ha voluto costruire.

«Nauriel?» disse con voce arrochita dal bisogno. Una domanda implicita. Una supplica a non fermarlo più. Gli toccai la guancia, godendomi la sensazione della barba sotto il palmo. Gli disegnai le labbra con l’indice, il battito a mille al pensiero che stessimo finalmente per baciarci. E, oh, quanto lo volevo. Volevo baciarlo con la bocca aperta. Volevo la sua lingua contro la mia. Volevo affondare i denti nel suo labbro. Volevo che lui succhiasse il mio. Volevo conoscere il sapore della sua saliva. Volevo che Amlach fosse il mio primo bacio. La mia prima volta. Il mio tutto. L’unico. «Sì», mormorai, dandogli il mio consenso.

Quello che mi ha colpita di più è quanto le emozioni risultino vivide e coinvolgenti. La passione, la rabbia, il desiderio, il senso di colpa: tutto è raccontato in modo così diretto che durante la lettura mi sono sentita completamente immersa nella storia. Tanto che, cosa gravissima per me, ho persino smesso di sottolineare le frasi che mi colpivano di più. Fermarmi mi sembrava quasi una perdita di tempo: avevo solo voglia di continuare a leggere.

Nauriel e Amlach sono due personaggi forti, combattivi, che non si risparmiano né nelle battaglie né nei sentimenti. Il loro percorso è fatto di scelte difficili e di un conflitto costante tra cuore e dovere, tra ciò che desiderano e ciò che sanno di dover fare. Ed è impossibile non ritrovarsi, almeno in parte, in questa lotta interiore. Più volte, durante la lettura, ho provato quel senso di smarrimento che nasce quando non ci si sente mai abbastanza o quando sembra di non essere nel posto giusto. Ma il messaggio che resta è chiaro: qualunque scelta si faccia, l’importante è restare fedeli a sé stessi.

Ho amato anche l’ambientazione, descritta in modo così vivido da farvi sentire davvero lì. I luoghi, le battaglie, le tensioni politiche e magiche sono raccontati con grande attenzione ai dettagli, e più volte mi sono sentita una combattente pronta a scendere in campo insieme ai personaggi.

Questa storia mi ha conquistata fin dalle prime pagine. Mi ha ricordato molto le atmosfere di Narnia e Il Signore degli Anelli (non a caso l’ispirazione nasce dalla ship Haladriel/Saurondriel) ma con una differenza fondamentale: Chiara Cilli riesce a restituire quelle vibes senza mai risultare derivativa, creando un mondo che ha una sua identità ben definita.

«Io non sto facendo niente», rivelai, visibilmente sorpreso. Sondai la disperazione che navigava a vele spiegate nei suoi occhi. «Sei tu che non riesci a uccidermi.» Lei iniziò a scuotere la testa, così la incalzai con tono saturo di cattiveria. «E sai perché? Perché sei mia.»

Era da anni che volevo leggere qualcosa di suo, complice anche il consiglio insistente di un’amica che ha amato la serie Blood Bonds, e ora posso dirlo con certezza: recupererò assolutamente anche il resto dei suoi lavori. La sua scrittura è intensa, magnetica, capace di trascinarti negli eventi e di farti provare emozioni contrastanti una dopo l’altra.

Il romanzo esce oggi su tutti gli store e io spero davvero che lo abbiate messo in conto, perché è una lettura che merita. Se amate il fantasy romance, le passioni proibite, le storie che fanno soffrire (ma nel modo giusto) e i personaggi che vi restano addosso anche dopo aver chiuso il libro, secondo me qui troverete pane per i vostri denti.

La mia valutazione

A presto,

Beezus










venerdì 23 gennaio 2026

[RECENSIONE] “La promessa”, Arianna Bonati


Buon pomeriggio a tuttə Readers e ben tornatə nel blog con una nuova recensione! Arrivo un po’ in ritardo 

Inizio ringraziando More Stories per avermi fornito il file digitale del romanzo: avevo davvero tantissima curiosità verso questa storia e non vedevo l’ora di immergermi tra le sue pagine.

Ma bando alle ciance…veniamo a noi! 


Titolo:
La promessa
Autore: Arianna Bonati
Genere: Fantasy romance 
Editore: More stories
Trope: Enemies to lovers, lovers to enemies, morally grey character, love triangle, Secret & lies, kidnapping, forced proximity 
Pagine: 673
Prezzo ebook: 2,99
Prezzo cartaceo: 21,00
Link d'acquisto: https://amzn.to/4tbAwlc

Nell’assolata isola di Nöa, nell’arcipelago delle Gemme Sacre, dove le ragazze portano nomi di fiori e i ragazzi di animali, Vandelia, seducente e ribelle, si destreggia nella natura incontaminata, tra amicizie fraterne e un misterioso amante segreto. Semplicità e leggerezza sono le cifre con cui gli umani trascorrono la loro esistenza, in una terra che non conosce il delitto, sotto l’egida dei Dodici Dèi e il calore dei suoi due soli. Divisa tra la routine del suo apprendistato come sarta e gli incontri clandestini con l’uomo che la fa ardere di desiderio, Vandelia non immagina che la sua vita stia per mutare per sempre. Rapita e condotta contro la sua volontà in un regno demoniaco, scoprirà che il tempo dei giochi e quello dei sogni sono finiti, e che nessun principe delle fiabe verrà a salvarla. Perché, forse, proprio colui che chiamava amore è il mostro peggiore che potesse incontrare. Prigioniera di una corte di demoni di cui non sa se potersi fidare, di un re dall’aspetto animalesco, con capelli chiari e gli occhi neri di cervo, Vandelia dovrà guardare in faccia la verità: nelle fiabe, non sempre i mostri sono i veri malvagi. E nella vita, il confine tra buono e cattivo è sottile come un sussurro.

recensione

Gli incubi peggiori non hanno bisogno del buio per incutere timore.


“La promessa” di Arianna Bonati ci porta nell’isola assolata di Nöa, nell’arcipelago delle Gemme Sacre, dove la vita scorre in armonia con la natura. Le ragazze portano nomi di fiori, i ragazzi di animali, e gli esseri umani vivono sotto la protezione dei Dodici Dèi, in una terra che non conosce il delitto e dove due soli illuminano giornate semplici e leggere.


Vandelia è una giovane seducente e ribelle, profondamente legata alla sua isola e alle amicizie che la accompagnano fin dall’infanzia. Divisa tra l’apprendistato come sarta e un amore segreto, intenso e misterioso, conduce un’esistenza fatta di routine e desiderio, ignara del cambiamento che sta per travolgerla.


Rapita e condotta contro la sua volontà in un regno demoniaco, Vandelia viene strappata per sempre alla sicurezza di Nöa. Catapultata in una realtà crudele e sconosciuta, comprende che il tempo dell’innocenza è finito e che nessuna fiaba verrà in suo soccorso. Prigioniera di una corte di demoni e di un re dall’aspetto animalesco, dai capelli chiari e dagli occhi neri come quelli di un cervo, dovrà imparare a sopravvivere in un mondo in cui ogni certezza è destinata a sgretolarsi.


Trasformai il dolore in rabbia. Solo questo ero brava a fare. Era il mio unico potere.


“La promessa” è una favola dark fantasy dalle forti sfumature romantiche, in cui l’atmosfera fiabesca si intreccia con toni più cupi e maturi. È una lettura che consiglio a chi ama i fantasy ricchi di worldbuilding, i personaggi moralmente ambigui e le storie in cui l’amore non è mai semplice o rassicurante, ma complesso, intenso e spesso doloroso.


L’ambientazione è ben descritta e aiuta a immergersi nella storia in modo completo. Ho sognato per tutto il tempo di essere lì anche io, anche se devo ammettere che non avrei avuto grandi dubbi sul fidarmi o meno di un certo personaggio…👀


Già dall’incipit la storia riesce a coinvolgere pienamente il lettore e incuriosisce da subito il percorso di Vandelia. Il ritmo della narrazione è piuttosto graduale: la storia si prende il tempo necessario per costruire il mondo, i legami e soprattutto l’evoluzione emotiva dei personaggi. Non è un fantasy d’azione frenetico, ma una lettura che cresce capitolo dopo capitolo, con un’intensità sempre maggiore man mano che il confine tra bene e male si fa più sottile.


Ma la mente umana a volte è una caverna buia dalla quale è difficile uscire puri di cuore.


I personaggi sono molto ben sviluppati. Vandelia, all’inizio, è una ragazzina decisamente insopportabile, ma la sua crescita è lenta, costante e credibile: per me è il personaggio con l’evoluzione migliore. In generale, comunque, sono tutti ben caratterizzati, non solo la protagonista.


Il mio preferito? Assolutamente il re di Airene. Dal primo istante. Non solo è caratterizzato divinamente, ma è anche il tipo di personaggio di cui solitamente mi innamoro nei libri (e infatti sì, lo amo da impazzire!). Non è cattivo come può apparire, ma non è nemmeno l’eroe buono e giusto: è un personaggio grigio. Un perfetto personaggio grigio.


La prosa è abbastanza descrittiva e il suo continuo andare tra passato e presente può inizialmente confondere, ma dopo un paio di capitoli ci si fa l’abitudine e la lettura diventa più fluida.


“Principessa, se un giorno dovessi venire, se non ti dovessi trovare, se scoprissi che tu mi hai abbandonato, il mio cuore si spezzerebbe a metà.” “I demoni hanno un cuore, Elijah?” “Sì, sciocca di una mortale. Certo che abbiamo un cuore. Tu ti prendi gioco del mio, ma io so che anche tu mi ricambi.” “Ti amo più di tutti i battiti che produce un cuore in una vita immortale.” “E io ti amo più di tutti quelli che mi hai fatto perdere. Sciocca principessa, senza di te, l’immortalità è solo un’altra condanna da scontare.”


Se c’è una cosa che questo libro insegna è che nelle fiabe i mostri non sono sempre i cattivi, e che nella vita il confine tra bene e male è molto più sottile di quanto sembri. Nonostante sia una favola dark, e quindi di carino e coccoloso abbia ben poco, riesce comunque a far sognare ad occhi aperti. Credo anche che in molte possiamo riconoscerci nell’aver amato qualcuno che non lo meritava, qualcuno che non era una bella persona. Ed è proprio questo uno dei messaggi centrali del romanzo: le apparenze ingannano e dobbiamo convivere con le conseguenze delle nostre azioni.


La trama non è scontata né banale, anzi: l’ho trovata originale e ben costruita. Forse l’unica piccola “critica” riguarda il POV singolo di Vandelia. Un po’ mi è mancato non avere punti di vista alternativi, perché io li amo molto, ma allo stesso tempo riconosco che, per questa storia specifica, probabilmente è stata la scelta migliore per la narrazione.


Bello…una bellezza che non avrei mai saputo vedere qualche mese prima. Le rughe d’espressione, le occhiaie, le labbra screpolate, il colorito cereo, scottato dal sole sulla punta del naso e sugli zigomi. Supplicai i miei Dèi affinché non si risvegliasse, per poter rimanere lì per sempre, insieme a lui. Perché in quel momento, dopo mesi di terrori, dopo tanto dolore e sofferenza, mi sentivo a casa, quella parola maledetta che mi stava per condurre a un gesto estremo.


In conclusione, a me è piaciuto moltissimo e mi ha fatto sognare dall’inizio alla fine. Lo consiglio a tuttə gli amanti del fantasy: è un libro interessante, intenso e che meriterebbe decisamente molto più hype.


La mia valutazione

1/2



A presto,

Beezus










giovedì 11 giugno 2020

Recensione "Il diario di Ingrid - Io, te e il destino", Laila Bakri



Buongiorno a tutti Readers e ben tornati nel blog con una nuova recensione!
 Ho avuto il piacere di poter leggere il nuovo romanzo di Laila Bakri "Il diario di Ingrid - Io, te e il destino" e oggi sono qui per potervene parlare!
Curiosi di scoprire cosa ne penso di questo romanzo? 

Titolo: Il diario di Ingrid - Io, te e il destino
Autore: Laila Bakri
Genere: Fantasy Romance
Editore: Self Publishing
Serie: //
Pagine: 134
Prezzo ebook: 1,99€ 
Prezzo cartaceo: 7,28 € 
Link d'acquisto: https://amzn.to/2WLWttR

Tre elementi fondamentali.
Un diario, una ragazza e un ragazzo.
Uniti dal destino.
Un diario, rispolverato dopo anni, diventerà l'unico rifugio sicuro per lei: la sua sola valvola di sfogo.
Ingrid, timida e introversa è stata segnata dalla morte dei suoi genitori.
Derek, in apparenza un ragazzo come tanti, ma non è tutto oro quel che luccica.
Ancora non sanno quanto l'uno sia maledettamente legato all'altra, il loro legame diventerà così saldo da non temere i sotterfugi, le bugie e i tradimenti nascosti dietro l'angolo?


L'AUTORE

Laila Bakri è una ragazza di 29 anni; nasce a Verbania, ma vive da molti anni in Torino.
Si avvicina al mondo della scrittura in tenera età ma, ma accantona la sua passione fino a qualche anno fa, quando scopre una piattaforma di letture, viene ispirata e inizia a scrivere.
La sua prima esperienza nell’editoria avviene in self publishing con il genere autobiografico ("Urlo e non mi senti") anno 2018.
Ora è pronta a ritornare sempre in self con il fantasy romance “IL DIARIO DI INGRID – Io, te e il destino”.

recensione
Cinque anni fa, l'unico compagno fedele, l'unica àncora di salvezza, fu la tua presenza certa: Caro Diario.
Ingrid e Lilith sono due sorelle che dopo aver perso i propri genitori, traslocano più volte per poi tornare nel luogo dove tutto è iniziato.
Ingrid è una ragazza di diciassette anni molto introversa e priva di amici a causa della sua natura. Per questo l’unico amico e confidente che ha è il suo diario in cui scrive di tutto.
Mentre ti scrivo non riesco a togliermi dalla testa lo sguardo di quel ragazzo: non ho idea di chi sia, ma c'è qualcosa di tremendamente familiare in lui.
Quando incontra e conosce Derek entrambi sono legati da un qualcosa che va oltre l’amicizia e l’amore.
I due inizieranno a frequentarsi, ma molti saranno gli ostacoli da affrontare, i quali verranno raccontati dalla protagonista tramite il suo diario.
Meno le persone mi conoscono, minore è il rischio che possano farmi del male o che io ne faccia a loro. La mia vicinanza potrebbe metterle in pericolo, ora devo scappare, ti scriverò presto Caro Diario... Con affetto, Ingrid.
“Il diario di Ingrid” è un fantasy romance molto leggero e semplice. La storia si concentra soprattutto sulla protagonista e sui suoi sentimenti. Noi non conosciamo la storia attraverso gli occhi di Ingrid, ma solo tramite il suo diario. È come se trovassimo il diario segreto di nostra sorella o di nostro fratello e iniziassimo a leggerlo. 
Per quanto il libro possa essere di poche pagine, esso racchiude di tutto: dall’amore che sboccia tra i due protagonisti adolescenti fino a dei veri e propri colpi di scena. Siccome stiamo leggendo un diario segreto, tutto viene un po’ riassunto. Personalmente avrei preferito che il racconto fosse un po’ più approfondito, conoscendo meglio i dettagli. Tuttavia, il riassumere ciò che avviene non mi ha disturbato tantissimo.
Nel corso della lettura ho trovato delle somiglianze con “The vampire diaries” (serie televisiva sui vampiri, se qualcuno non la conoscesse) e “twilight” (saga sui vampiri, che io non amo particolarmente). Nonostante alcune somiglianze che sono servite per descrivere meglio il mondo dei vampiri, Laila Bakri è riuscita ad essere comunque originale e non banale. 
In conclusione, il romanzo è carino, leggero e semplice. Credo che possa essere consigliato soprattutto per i più giovani amanti del fantasy e del mondo vampiresco.

La mia valutazione


½ 

A presto,