È uscito da qualche giorno “Broken in Steel” di Deborah P. Cumberbatch, che ringrazio tantissimo per la copia digitale del romanzo. Si tratta del secondo volume della serie Steel Reapers!
Del primo libro vi avevo già parlato su Instagram (trovate il post QUI), quindi potete immaginare quanto fossi curiosa e impaziente di tornare a Steelridge… soprattutto per scoprire finalmente la storia di Ky e Maeve.
Ma bando alle ciance, veniamo a noi.
Autore: Deborah P. Cumberbatch
Genere: Romance
Editore: Self publishing
Trope: MC romance, second chance, fake relationship, forced proximity, single dad, age gap, small town, spicy, touch her and die, emotional scars
Pagine: 605
Prezzo ebook: 2,99
Prezzo cartaceo: 17,99 (flessibile), 19,99 (rigida)
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La mia esistenza è scritta nel sudore e nel sangue. Sono il lottatore degli Steel Reapers, forgiato per essere imbattuto e colpire fino a distruggere. Mi è stato dato il nome di Balor, perché incrociare il mio sguardo significa ricevere il bacio della Mietitrice. Ogni mia scelta ha lo scopo di tenere al sicuro i miei fratelli. Sono loro il motivo per cui vado avanti, nonostante le ombre nella mia testa non mi diano tregua. Lo hanno fatto soltanto una volta, quando una ragazzina è riuscita a mettermi al tappeto con i suoi occhi. Guardarla era l’unico modo per tornare a respirare. Poi se n’è andata. Da allora, mi sono ripromesso di non commettere più lo stesso errore. Il problema è che adesso è di nuovo qui. Ed è la babysitter di mio fratello. La mia esistenza è scritta nelle parole e nelle menzogne. Sono stata creata per osservare e usare ciò che scopro a mio vantaggio. È così che sono sopravvissuta, anche quando di me non restavano che frammenti. Dovevo restare lontana da Steelridge dopo ciò che è accaduto, ma ho una missione da portare a termine. Il piano era semplice: essere invisibile e puntare all’obiettivo. Non avevo previsto che gli Steel Reapers avrebbero avuto bisogno di me. E, soprattutto, che avrei rivisto l’uomo che non sono mai riuscita a dimenticare. Ryker “Balor” Callaghan vorrebbe solo che scomparissi. Il problema è che, per aiutare il suo club, dovremmo fingere di stare insieme. Condividere un unico spazio sarà complicato, ma non posso dimenticare il motivo per cui sono tornata. Non importa se, ogni volta che sono al suo fianco, la notte sembra durare per sempre.
L'AUTORE
Lettrice compulsiva, è ossessionata dalle parole e dalla magia che possono creare con il loro intreccio. Lettere e sillabe, se usate nel modo giusto, possono dare origine a universi straordinari, a storie capaci di salvare. Per lei, i libri hanno sempre avuto il sapore di casa: sono il suo modo di respirare, sin da quando ne ha memoria.
Scrivere le permette di essere se stessa, di accendere le stelle anche nelle notti più buie.
Cresciuta con i grandi classici Disney, ha fatto suo il mantra che ha plasmato generazioni: "Se puoi sognarlo, puoi farlo."
E la sua avventura è iniziata proprio con un sogno, un pizzico di coraggio e lo sguardo sempre rivolto alle stelle.
recensione
Vorrei dare fuoco al mondo e riplasmarlo per essere certo che siano al sicuro.
Dopo “Inked in Steel” torniamo dagli Steel Reapers con Ryker (Balor) e Maeve, rispettivamente il fratello e la migliore amica di Brianne, protagonista del primo volume.
I due si conoscevano già prima degli eventi del primo libro e si ritrovano quando Maeve torna in città e inizia a fare la babysitter al fratellino di Ky.
I due si conoscevano già prima degli eventi del primo libro e si ritrovano quando Maeve torna in città e inizia a fare la babysitter al fratellino di Ky.
Ky non la sopporta. Vorrebbe che sparisse dalla sua vita e, se potesse, cancellerebbe del tutto la sua presenza. Ma per amore del fratellino (che adora Maeve) è costretto a ingoiare il rospo e a fingere di averla dimenticata. Finge che non significhi più nulla per lui.
Maeve, dal canto suo, vorrebbe solo essere invisibile. Ed è convinta di esserlo davvero, soprattutto agli occhi di Ky. Crede che lui la odi…e in fondo pensa di meritarselo.
Quando però sono costretti a condividere gli stessi spazi e il passato torna a bussare alle loro porte con una certa insistenza, le carte iniziano a scoprirsi e i due saranno obbligati ad affrontare sentimenti mai davvero sepolti.
Non voglio parlarvi troppo della trama perché questo è uno di quei libri che si scoprono pagina dopo pagina. Posso però dire che l’autrice è stata bravissima a nascondere e seminare queste vicende già nel primo volume, senza mai creare incoerenze o forzature nella storia. Tutto torna. Tutto ha senso. E questo l’ho apprezzato tantissimo.
L’ambientazione è, come sempre, molto ben descritta. Torniamo nella cittadina inventata di Steelridge, in Irlanda, e le vibes irlandesi si sentono tutte. Avendola già conosciuta in Inked in Steel, è stato davvero come tornare a casa. Una di quelle cittadine in cui io vivrei serenamente…molto più che volentieri.
«Non funziona così» mormoro. «Scivola in avanti e tieniti a me. Non mordo.» «Lo so, ma non voglio darti fastidio. Posso…» Non la lascio finire. Allungo il braccio all’indietro, la afferro per il fianco e me la schianto addosso. Il suo petto premuto alla mia schiena, le ginocchia che mi sfiorano i fianchi. «Non mi dai fastidio.»
In questo secondo romanzo Deborah sceglie una narrazione alternata tra passato e presente, e lasciatemi dire una cosa: è stata una tortura meravigliosa.
Mi ha praticamente costretta a leggere senza pause perché la domanda era una sola, martellante:
COSA DIAVOLO È SUCCESSO NEL PASSATO PER ODIARSI COSÌ TANTO NEL PRESENTE?
Ero completamente ossessionata dal bisogno di saperlo.
I personaggi li abbiamo già incontrati nel primo libro ma qui, ovviamente, Ryker e Maeve vengono approfonditi e sviluppati molto di più. Finalmente scopriamo il motivo per cui Maeve indossa sempre abiti larghi e coprenti (Deborah, lo psicologo me lo paghi tu, sappilo…ma veramente), comprendiamo ancora meglio il legame di Ky con la boxe e, inevitabilmente, finiamo per innamorarci ancora di più di entrambi.
I personaggi li abbiamo già incontrati nel primo libro ma qui, ovviamente, Ryker e Maeve vengono approfonditi e sviluppati molto di più. Finalmente scopriamo il motivo per cui Maeve indossa sempre abiti larghi e coprenti (Deborah, lo psicologo me lo paghi tu, sappilo…ma veramente), comprendiamo ancora meglio il legame di Ky con la boxe e, inevitabilmente, finiamo per innamorarci ancora di più di entrambi.
Deborah è una delle pochissime autrici che riesce davvero a farmi empatizzare sia con il protagonista maschile che con quello femminile. Mi ci rivedo, li capisco, li sento vicini.
Allo stesso tempo vorrei tanto essere amica di Maeve, abbracciarla forte e dirle che andrà tutto bene, che si merita tutto l’amore che ha trovato… e anche quello che ancora non sa di meritare.
Lo stile di Deborah P. Cumberbatch continua a piacermi moltissimo. Se non fosse così, non la leggerei in modo così ossessivo. Amo come descrive le ambientazioni, come gestisce i dialoghi, come costruisce le atmosfere giuste nei momenti giusti.
«Ti piace ballare?» Le sfioro la guancia con il pollice. La sua morbidezza contro la mia ruvidezza. Non dovrebbe essere così bello. «No» rispondo. Mi chino più su di lei, quasi mi piego, finché la sua fronte non è a un soffio dalla mia. Si morde l’interno della guancia, il muffin ancora stretto tra le dita. «D’accordo.» «Chiedimelo comunque.» La mia voce sembra arrugginita. Inspira lentamente. «Balli con me?» «Sempre.» Non esito. Non tentenno. Porca puttana, non mi viene in mente una sola cosa che non farei in questo momento per lei.
E poi diciamolo: lei sa, semplicemente SA, come creare il perfetto book boyfriend.
(E anche la book girlfriend. coff coff Lilith coff coff).
Inoltre, i temi affrontati in questo romanzo, oltre alla storia di Ky che già in parte conosciamo, sono stati per me davvero inaspettati e trattati con molta cura e sensibilità.
Come per il primo volume, forse avrei preferito qualche pagina in meno. Ma non mi lamenterò MAI di avere tra le mani troppe pagine di un libro scritto bene e con una trama così coinvolgente.
In conclusione: una lettura bellissima.
Come per il primo volume, forse avrei preferito qualche pagina in meno. Ma non mi lamenterò MAI di avere tra le mani troppe pagine di un libro scritto bene e con una trama così coinvolgente.
In conclusione: una lettura bellissima.
Di solito mantengo la calma, riesco a estraniarmi dalle emozioni e a razionalizzare tutto. È così che sono sempre sopravvissuta.
Ma Deborah non ha ancora scritto del mio preferito. Anzi, dei miei preferiti.
Rowan e Lilith (anche se non li ha ancora confermati ufficialmente come coppia… mamma biker cattiva 😌) devono ancora arrivare. E io so già che, se ho amato questi primi quattro personaggi, per loro due impazzirò completamente.
Rowan e Lilith (anche se non li ha ancora confermati ufficialmente come coppia… mamma biker cattiva 😌) devono ancora arrivare. E io so già che, se ho amato questi primi quattro personaggi, per loro due impazzirò completamente.
Io vi consiglio di leggere non solo questi due libri, ma tutti i romanzi di Deborah P. Cumberbatch.
Quindi non fatevi sfuggire l’occasione e correte ad acquistare la vostra copia!
La mia valutazione
A presto,
beezus



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