Francesca Veri nasce a Varese negli anni ’80. Anima antica per scelta, coltiva da sempre un’autentica ossessione per ciò
che riguarda il Regno Unito. Questa passione la porta a laurearsi in
Lingue e Letterature Straniere, con una tesi dedicata a Cime
Tempestose e Jane Eyre. In seguito si specializza in Scrittura Creativa.
La sua carriera di autrice inizia con la stesura di diversi historicalromance ambientati in epoca vittoriana, ma è nel soft dark romance che trova la sua vera voce.
Broken Chains, pubblicato in modo indipendente, segna il suo esordio nel dark romance nel giugno 2025. Con Mercy, un forbidden romance, Francesca Veri approda per la prima volta nelle librerie italiane con Always Publishing.
È stato il mio modo per scomparire, per spingere la lama fino all’osso e sentire se ancora sono in grado di provare qualcosa. Per scoprire se nell’annichilimento di me stessa sia possibile trovarmi di nuovo. Nel dolore, nell’umiliazione più vera. Perché, mamma, senza di te io non so più come andare avanti.
Aurora Welsh viene relegata all’Our Lady of Mercy, un college dallo stampo religioso dove le famiglie ricche e “perbene” rinchiudono i figli che non vogliono avere tra i piedi. Lo scandalo che l’ha travolta non può essere perdonato, e così per Aurora inizia una nuova vita, lontana da tutto ciò che conosceva: dagli amici, dalla sua quotidianità, da quella che sembrava una vita perfetta.
All’interno del college incontra Zachary Fleming, il suo insegnante di letteratura, non a caso la sua materia preferita. Tra discussioni su Poe, dialoghi intensi e un’attrazione tanto improvvisa quanto inspiegabile, Aurora si ritrova a provare sentimenti che sa di non poter permettersi.
Non ho portato molto, giusto il minimo indispensabile e i miei libri preferiti. Senza quelli non mi sarei mai mossa, non saprei vivere. Le loro pagine mi hanno tenuta in vita nei momenti in cui tutto mi sembrava impossibile,
Zachary non è da meno. Anche lui nasconde un segreto, un passato che lo tormenta, e quando vede Aurora per la prima volta capisce subito che lei è la ragazza perfetta…se solo non fosse una sua alunna. I suoi demoni, però, non bastano a fermare ciò che cresce lentamente: un amore che nasce tra due persone spezzate, che si riconoscono senza bisogno di spiegazioni. Aurora gli ricorda un passato da cui cerca di fuggire, ma allo stesso tempo è tutto ciò che di diverso potrebbe finalmente salvarlo, fargli credere che anche lui merita di amare.
L’ambientazione è quasi interamente concentrata sull’Our Lady of Mercy e, sorprendentemente, questo non è affatto un punto a sfavore. Anzi, ci permette di immergerci completamente nella mentalità rigida e soffocante di questo college religioso che non ammette difetti, errori o peccati. Il modo in cui l’autrice rende centrale il tema della religione è estremamente potente e fa riflettere moltissimo. Chi, come me, è cresciutə con il senso di colpa cristiano riconoscerà fin troppo bene certe dinamiche.
Poe diceva che la bellezza è un presagio di morte, e aveva ragione: perché in questo caso specifico la sua bellezza è la mia condanna, e non riesco a distogliere la mia attenzione dai suoi lineamenti.
Sin dalle prime pagine è impossibile non sentirsi coinvolti nella storia di Aurora. Non c’è un solo momento in cui non si faccia il tifo per lei. Personalmente avrei voluto abbracciarla, dirle che non aveva fatto nulla di male, che sarebbe andato tutto bene, che ce l’avrebbe fatta. In questo Francesca Veri è stata davvero bravissima: anche attraverso brevi salti temporali riesce a trasmettere dolore, ansia, perdita e tutta la complessità emotiva dei personaggi.
Aurora e Zachary mi sono entrati dentro fin da subito. Per motivi diversi condividono la stessa visione di sé: entrambi cercano di andare avanti nascondendo la parte di loro che odiano di più. La loro scintilla è immediata, ma il rapporto cresce con i giusti tempi: non è frettoloso, né esasperatamente lento. E quegli sguardi rubati…fanno battere il cuore.
Anche i personaggi secondari sono ben caratterizzati. Ho adorato Martha dal primo istante e, pagina dopo pagina, ho imparato ad apprezzare anche il professor Flint. Al contrario, ho provato un odio profondo per Hernandez e la Winter, segno che l’autrice ha fatto centro. Ogni personaggio ha un ruolo preciso e credibile all’interno della storia.
Oggi ha parlato di Poe e dei suoi mostri. «Tutti ne abbiamo uno,» ha detto Fleming, «solo che alcuni imparano a tenerlo in gabbia, altri ci dormono accanto.» Qualcuno ha riso, ma a me non veniva da ridere. Perché ho capito perfettamente cosa volesse dire. Il mio mostro non mi insegue più, si è seduto qui accanto a me e io gli ho lasciato spazio.
Lo stile della Veri è uno degli aspetti che ho apprezzato di più: una prosa evocativa, perfettamente in linea con l’ambientazione, ma mai pesante o noiosa. La religione e la redenzione sono temi centrali, così come l’amore inteso come forza capace di salvare anche le anime più tormentate. Questa dualità mi ha colpita molto: da una parte una religione che dovrebbe accogliere e invece giudica ed esclude, dall’altra un amore proibito che nasce tra due persone rotte, spezzate, che si riconoscono in un solo sguardo e decidono di non lasciarsi più.
Non è un libro per tuttə (come del resto la maggior parte dei libri) ma se riuscite a immedesimarvi anche in contesti lontani dal vostro, credo che possiate amarlo quanto l’ho amato io.
L’unica pecca? Il finale. Con quasi 500 pagine, secondo me si poteva gestire meglio la chiusura: avrei voluto qualche pagina in più per assaporare fino in fondo la parte più emotiva, quella che arriva dritta al cuore.
In conclusione, per me Mercy è una lettura imperdibile, soprattutto se amate i forbidden romance professore/alunna, carichi di bagagli emotivi irrisolti e atmosfere intense.
Lo leggerete o lo avete già letto? Aspetto di sapere cosa ne pensate nei commenti!
La mia valutazione
A presto.




Nessun commento:
Posta un commento