Buon pomeriggio a tuttə readers e ben tornatə nel blog con una nuova recensione in anteprima!
Oggi si parla di una nuova uscita che non potevo assolutamente lasciarmi scappare: esce proprio oggi il nuovo romanzo di Chiara Cilli, che ringrazio di cuore per la copia digitale.
Fantasy romance con tinte dark? Sì, grazie. Eccomi. Sono già lì.
Questa lettura fa parte della “kpop bookish challenge” come sfida extra! Se volete saperne di più: QUI.
E quindi bando alle ciance…veniamo a noi.
Autore: Chiara Cilli
Genere: Fantasy romance
Editore: Self publishing
Trope: Enemies to lovers, tinte dark, spicy, ispirato alla coppia Haladriel/Saurondriel
Pagine: 575
Prezzo ebook: 2,99
Prezzo cartaceo: 25,00 (rigida), 18,90 (flessibile)
Link d'acquisto: https://amzn.eu/d/4H5zO9P
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Un'elfa. Un umano.
Una passione proibita.
Un antico e oscuro nemico pronto a tutto, pur di riprendersi il potere.
L’ho incontrato sul campo di battaglia, mentre l’inondazione stava per travolgerci.
Mi sono ritrovata a salvargli la vita.
Ho scelto lui, invece del mio popolo.
Non so perché.
Ora sono io a dovermi fidare di lui per sopravvivere in una terra straniera. Tuttavia, più ci avviciniamo, più l’attrazione che provo per l’umano diventa insostenibile.
So che è proibito.
Ma ogni sguardo, ogni tocco, ogni parola che sussurra nel mio orecchio a punta minaccia di consumarmi. Di farmi precipitare in un mare di tenebre.
Di distruggermi.
Perché lui non è chi dice di essere.
L'AUTORE
Autrice italiana di romantasy, dark contemporary romance ed erotic suspense. Ama le storie d'amore intense e piene di angst. Quando non scrive, le piace leggere, guardare film e serie tv, e prendersi cura dei suoi gatti.
recensione
«L’elfa ritiene che l’umano non sia abbastanza forte neanche per tagliare un ramo?» Lo guardai male. «È solo che non è in una posizione facile. E tu sei enorme.» Un pigro sorriso malizioso si aprì sulle sue labbra. «Ah, sì?»
La storia ruota attorno a pochi elementi fondamentali, ma potentissimi: un’elfa, un umano, un legame che non dovrebbe esistere e un’ombra antica pronta a tornare a reclamare il proprio potere. Nauriel incontra Amlach nel momento peggiore possibile, nel pieno di una battaglia in cui tutto sta per crollare. È il caos, è la paura, è l’istinto a guidarla… ed è proprio lì che prende la decisione più sbagliata e più inevitabile di tutte: salvare la vita a un umano, scegliendo lui invece del proprio popolo.Da quel momento, nulla torna davvero al proprio posto.
Nauriel si ritrova costretta a fidarsi di lui per sopravvivere in una terra che non le appartiene, mentre ogni certezza inizia lentamente a sgretolarsi. Quella che nasce come una convivenza forzata diventa qualcosa di molto più pericoloso, perché l’attrazione tra loro cresce pagina dopo pagina, rendendo sempre più difficile ricordarsi che ciò che provano è proibito.Ogni sguardo indugiato, ogni contatto anche solo accennato, ogni parola sussurrata troppo vicino mette a rischio il fragile equilibrio di Nauriel, trascinandola sempre più verso un confine che sa di non poter oltrepassare.
Il loro legame è fatto di tensione costante, desiderio trattenuto, passi avanti e passi indietro che non servono mai davvero a mettere distanza. C’è qualcosa di oscuro, magnetico e inevitabile nel modo in cui si cercano e si respingono allo stesso tempo. E mentre Nauriel lotta contro ciò che sente, l’ombra del Male si muove nell’oscurità, pronta a tornare più forte che mai.
E poi c’è lui. Amlach.Affascinante, ambiguo, mai completamente leggibile. Un personaggio che ti fa venire voglia di fidarti e, allo stesso tempo, di non abbassare mai la guardia. È chiaro fin da subito che non è chi dice di essere, e questa consapevolezza aggiunge ulteriore tensione a una storia già carica di emozioni.
Qui mi fermo con la trama, readers, perché il bello di questo romanzo sta proprio nello scoprire lentamente cosa si cela dietro incantesimi, battaglie e verità taciute. Posso però dirvi che è una storia che non ha paura di osare. Ci sono scene intense, crude, emotivamente forti e anche molto esplicite, che potrebbero non essere adatte a tuttə, ma che risultano coerenti con il tipo di racconto che Chiara ha voluto costruire.
«Nauriel?» disse con voce arrochita dal bisogno. Una domanda implicita. Una supplica a non fermarlo più. Gli toccai la guancia, godendomi la sensazione della barba sotto il palmo. Gli disegnai le labbra con l’indice, il battito a mille al pensiero che stessimo finalmente per baciarci. E, oh, quanto lo volevo. Volevo baciarlo con la bocca aperta. Volevo la sua lingua contro la mia. Volevo affondare i denti nel suo labbro. Volevo che lui succhiasse il mio. Volevo conoscere il sapore della sua saliva. Volevo che Amlach fosse il mio primo bacio. La mia prima volta. Il mio tutto. L’unico. «Sì», mormorai, dandogli il mio consenso.
Quello che mi ha colpita di più è quanto le emozioni risultino vivide e coinvolgenti. La passione, la rabbia, il desiderio, il senso di colpa: tutto è raccontato in modo così diretto che durante la lettura mi sono sentita completamente immersa nella storia. Tanto che, cosa gravissima per me, ho persino smesso di sottolineare le frasi che mi colpivano di più. Fermarmi mi sembrava quasi una perdita di tempo: avevo solo voglia di continuare a leggere.
Nauriel e Amlach sono due personaggi forti, combattivi, che non si risparmiano né nelle battaglie né nei sentimenti. Il loro percorso è fatto di scelte difficili e di un conflitto costante tra cuore e dovere, tra ciò che desiderano e ciò che sanno di dover fare. Ed è impossibile non ritrovarsi, almeno in parte, in questa lotta interiore. Più volte, durante la lettura, ho provato quel senso di smarrimento che nasce quando non ci si sente mai abbastanza o quando sembra di non essere nel posto giusto. Ma il messaggio che resta è chiaro: qualunque scelta si faccia, l’importante è restare fedeli a sé stessi.
Ho amato anche l’ambientazione, descritta in modo così vivido da farvi sentire davvero lì. I luoghi, le battaglie, le tensioni politiche e magiche sono raccontati con grande attenzione ai dettagli, e più volte mi sono sentita una combattente pronta a scendere in campo insieme ai personaggi.
Questa storia mi ha conquistata fin dalle prime pagine. Mi ha ricordato molto le atmosfere di Narnia e Il Signore degli Anelli (non a caso l’ispirazione nasce dalla ship Haladriel/Saurondriel) ma con una differenza fondamentale: Chiara Cilli riesce a restituire quelle vibes senza mai risultare derivativa, creando un mondo che ha una sua identità ben definita.
«Io non sto facendo niente», rivelai, visibilmente sorpreso. Sondai la disperazione che navigava a vele spiegate nei suoi occhi. «Sei tu che non riesci a uccidermi.» Lei iniziò a scuotere la testa, così la incalzai con tono saturo di cattiveria. «E sai perché? Perché sei mia.»
Era da anni che volevo leggere qualcosa di suo, complice anche il consiglio insistente di un’amica che ha amato la serie Blood Bonds, e ora posso dirlo con certezza: recupererò assolutamente anche il resto dei suoi lavori. La sua scrittura è intensa, magnetica, capace di trascinarti negli eventi e di farti provare emozioni contrastanti una dopo l’altra.
Il romanzo esce oggi su tutti gli store e io spero davvero che lo abbiate messo in conto, perché è una lettura che merita. Se amate il fantasy romance, le passioni proibite, le storie che fanno soffrire (ma nel modo giusto) e i personaggi che vi restano addosso anche dopo aver chiuso il libro, secondo me qui troverete pane per i vostri denti.
La mia valutazione
A presto,
«L’elfa ritiene che l’umano non sia abbastanza forte neanche per tagliare un ramo?» Lo guardai male. «È solo che non è in una posizione facile. E tu sei enorme.» Un pigro sorriso malizioso si aprì sulle sue labbra. «Ah, sì?»
La storia ruota attorno a pochi elementi fondamentali, ma potentissimi: un’elfa, un umano, un legame che non dovrebbe esistere e un’ombra antica pronta a tornare a reclamare il proprio potere. Nauriel incontra Amlach nel momento peggiore possibile, nel pieno di una battaglia in cui tutto sta per crollare. È il caos, è la paura, è l’istinto a guidarla… ed è proprio lì che prende la decisione più sbagliata e più inevitabile di tutte: salvare la vita a un umano, scegliendo lui invece del proprio popolo.
«Nauriel?» disse con voce arrochita dal bisogno. Una domanda implicita. Una supplica a non fermarlo più. Gli toccai la guancia, godendomi la sensazione della barba sotto il palmo. Gli disegnai le labbra con l’indice, il battito a mille al pensiero che stessimo finalmente per baciarci. E, oh, quanto lo volevo. Volevo baciarlo con la bocca aperta. Volevo la sua lingua contro la mia. Volevo affondare i denti nel suo labbro. Volevo che lui succhiasse il mio. Volevo conoscere il sapore della sua saliva. Volevo che Amlach fosse il mio primo bacio. La mia prima volta. Il mio tutto. L’unico. «Sì», mormorai, dandogli il mio consenso.
«Io non sto facendo niente», rivelai, visibilmente sorpreso. Sondai la disperazione che navigava a vele spiegate nei suoi occhi. «Sei tu che non riesci a uccidermi.» Lei iniziò a scuotere la testa, così la incalzai con tono saturo di cattiveria. «E sai perché? Perché sei mia.»
Beezus



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