venerdì 23 gennaio 2026

[RECENSIONE] “La promessa”, Arianna Bonati


Buon pomeriggio a tuttə Readers e ben tornatə nel blog con una nuova recensione! Arrivo un po’ in ritardo 

Inizio ringraziando More Stories per avermi fornito il file digitale del romanzo: avevo davvero tantissima curiosità verso questa storia e non vedevo l’ora di immergermi tra le sue pagine.

Ma bando alle ciance…veniamo a noi! 


Titolo:
La promessa
Autore: Arianna Bonati
Genere: Fantasy romance 
Editore: More stories
Trope: Enemies to lovers, lovers to enemies, morally grey character, love triangle, Secret & lies, kidnapping, forced proximity 
Pagine: 673
Prezzo ebook: 2,99
Prezzo cartaceo: 21,00
Link d'acquisto: https://amzn.to/4tbAwlc

Nell’assolata isola di Nöa, nell’arcipelago delle Gemme Sacre, dove le ragazze portano nomi di fiori e i ragazzi di animali, Vandelia, seducente e ribelle, si destreggia nella natura incontaminata, tra amicizie fraterne e un misterioso amante segreto. Semplicità e leggerezza sono le cifre con cui gli umani trascorrono la loro esistenza, in una terra che non conosce il delitto, sotto l’egida dei Dodici Dèi e il calore dei suoi due soli. Divisa tra la routine del suo apprendistato come sarta e gli incontri clandestini con l’uomo che la fa ardere di desiderio, Vandelia non immagina che la sua vita stia per mutare per sempre. Rapita e condotta contro la sua volontà in un regno demoniaco, scoprirà che il tempo dei giochi e quello dei sogni sono finiti, e che nessun principe delle fiabe verrà a salvarla. Perché, forse, proprio colui che chiamava amore è il mostro peggiore che potesse incontrare. Prigioniera di una corte di demoni di cui non sa se potersi fidare, di un re dall’aspetto animalesco, con capelli chiari e gli occhi neri di cervo, Vandelia dovrà guardare in faccia la verità: nelle fiabe, non sempre i mostri sono i veri malvagi. E nella vita, il confine tra buono e cattivo è sottile come un sussurro.

recensione

Gli incubi peggiori non hanno bisogno del buio per incutere timore.


“La promessa” di Arianna Bonati ci porta nell’isola assolata di Nöa, nell’arcipelago delle Gemme Sacre, dove la vita scorre in armonia con la natura. Le ragazze portano nomi di fiori, i ragazzi di animali, e gli esseri umani vivono sotto la protezione dei Dodici Dèi, in una terra che non conosce il delitto e dove due soli illuminano giornate semplici e leggere.


Vandelia è una giovane seducente e ribelle, profondamente legata alla sua isola e alle amicizie che la accompagnano fin dall’infanzia. Divisa tra l’apprendistato come sarta e un amore segreto, intenso e misterioso, conduce un’esistenza fatta di routine e desiderio, ignara del cambiamento che sta per travolgerla.


Rapita e condotta contro la sua volontà in un regno demoniaco, Vandelia viene strappata per sempre alla sicurezza di Nöa. Catapultata in una realtà crudele e sconosciuta, comprende che il tempo dell’innocenza è finito e che nessuna fiaba verrà in suo soccorso. Prigioniera di una corte di demoni e di un re dall’aspetto animalesco, dai capelli chiari e dagli occhi neri come quelli di un cervo, dovrà imparare a sopravvivere in un mondo in cui ogni certezza è destinata a sgretolarsi.


Trasformai il dolore in rabbia. Solo questo ero brava a fare. Era il mio unico potere.


“La promessa” è una favola dark fantasy dalle forti sfumature romantiche, in cui l’atmosfera fiabesca si intreccia con toni più cupi e maturi. È una lettura che consiglio a chi ama i fantasy ricchi di worldbuilding, i personaggi moralmente ambigui e le storie in cui l’amore non è mai semplice o rassicurante, ma complesso, intenso e spesso doloroso.


L’ambientazione è ben descritta e aiuta a immergersi nella storia in modo completo. Ho sognato per tutto il tempo di essere lì anche io, anche se devo ammettere che non avrei avuto grandi dubbi sul fidarmi o meno di un certo personaggio…👀


Già dall’incipit la storia riesce a coinvolgere pienamente il lettore e incuriosisce da subito il percorso di Vandelia. Il ritmo della narrazione è piuttosto graduale: la storia si prende il tempo necessario per costruire il mondo, i legami e soprattutto l’evoluzione emotiva dei personaggi. Non è un fantasy d’azione frenetico, ma una lettura che cresce capitolo dopo capitolo, con un’intensità sempre maggiore man mano che il confine tra bene e male si fa più sottile.


Ma la mente umana a volte è una caverna buia dalla quale è difficile uscire puri di cuore.


I personaggi sono molto ben sviluppati. Vandelia, all’inizio, è una ragazzina decisamente insopportabile, ma la sua crescita è lenta, costante e credibile: per me è il personaggio con l’evoluzione migliore. In generale, comunque, sono tutti ben caratterizzati, non solo la protagonista.


Il mio preferito? Assolutamente il re di Airene. Dal primo istante. Non solo è caratterizzato divinamente, ma è anche il tipo di personaggio di cui solitamente mi innamoro nei libri (e infatti sì, lo amo da impazzire!). Non è cattivo come può apparire, ma non è nemmeno l’eroe buono e giusto: è un personaggio grigio. Un perfetto personaggio grigio.


La prosa è abbastanza descrittiva e il suo continuo andare tra passato e presente può inizialmente confondere, ma dopo un paio di capitoli ci si fa l’abitudine e la lettura diventa più fluida.


“Principessa, se un giorno dovessi venire, se non ti dovessi trovare, se scoprissi che tu mi hai abbandonato, il mio cuore si spezzerebbe a metà.” “I demoni hanno un cuore, Elijah?” “Sì, sciocca di una mortale. Certo che abbiamo un cuore. Tu ti prendi gioco del mio, ma io so che anche tu mi ricambi.” “Ti amo più di tutti i battiti che produce un cuore in una vita immortale.” “E io ti amo più di tutti quelli che mi hai fatto perdere. Sciocca principessa, senza di te, l’immortalità è solo un’altra condanna da scontare.”


Se c’è una cosa che questo libro insegna è che nelle fiabe i mostri non sono sempre i cattivi, e che nella vita il confine tra bene e male è molto più sottile di quanto sembri. Nonostante sia una favola dark, e quindi di carino e coccoloso abbia ben poco, riesce comunque a far sognare ad occhi aperti. Credo anche che in molte possiamo riconoscerci nell’aver amato qualcuno che non lo meritava, qualcuno che non era una bella persona. Ed è proprio questo uno dei messaggi centrali del romanzo: le apparenze ingannano e dobbiamo convivere con le conseguenze delle nostre azioni.


La trama non è scontata né banale, anzi: l’ho trovata originale e ben costruita. Forse l’unica piccola “critica” riguarda il POV singolo di Vandelia. Un po’ mi è mancato non avere punti di vista alternativi, perché io li amo molto, ma allo stesso tempo riconosco che, per questa storia specifica, probabilmente è stata la scelta migliore per la narrazione.


Bello…una bellezza che non avrei mai saputo vedere qualche mese prima. Le rughe d’espressione, le occhiaie, le labbra screpolate, il colorito cereo, scottato dal sole sulla punta del naso e sugli zigomi. Supplicai i miei Dèi affinché non si risvegliasse, per poter rimanere lì per sempre, insieme a lui. Perché in quel momento, dopo mesi di terrori, dopo tanto dolore e sofferenza, mi sentivo a casa, quella parola maledetta che mi stava per condurre a un gesto estremo.


In conclusione, a me è piaciuto moltissimo e mi ha fatto sognare dall’inizio alla fine. Lo consiglio a tuttə gli amanti del fantasy: è un libro interessante, intenso e che meriterebbe decisamente molto più hype.


La mia valutazione:



A presto,

Beezus










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