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lunedì 2 marzo 2026

[RECENSIONE] “Boyfriend deal”, Ilsa Madden-Mills


Buongiorno a tuttə Readers e bentornati nel blog con una nuova recensione!
Chi mi segue sui social sa benissimo che io amo Ilsa Madden-Mills e non potevo certo perdermi questa sua nuova uscita, quindi grazie davvero tanto alla Always Publishing per la copia digitale del romanzo.
Ma adesso bando alle ciance e veniamo a noi.



Titolo:
Boyfriend deal
Autore: Ilsa Madden-Mills
Genere: Sport romance
Editore: Always publishing
Trope: Fake dating, Spicy, College romance, Opposite attract
Pagine: 336
Prezzo ebook: 4,99
Prezzo cartaceo: 14,90
Link d'acquisto: https://amzn.to/4cWgaGF

Il semestre universitario di Sugar Ryan non è iniziato nel migliore dei modi. Il suo unico desiderio è iscriversi alla facoltà di Legge della Vanderbilt, la stessa prestigiosa università frequentata da suo padre, tuttavia la quota d’iscrizione e la lunga lista d’attesa si stanno rivelando un problema insormontabile. L’intraprendente Sugar però ha pensato a un modo per aggirarlo: presentarsi alla cena di gala della facoltà addirittura al braccio di Zack Morgan, uno degli atleti più promettenti del Paese, così che la sua fama ingolosisca la commissione per l’ammissione. Ora deve fare in modo che Morgan si accorga che lei esiste! Zack Morgan, capitano della squadra di hockey della sua università, è un re del ghiaccio e delle conquiste femminili. Concentrarsi sull’hockey è la sua priorità, quindi rimane piuttosto spiazzato quando una misteriosa biondina continua a spuntare alle feste che frequenta lui, nel suo bar preferito… e lui non riesce proprio a ignorarla. Soprattutto quando lei compare alla sua porta di casa, con un’offerta che non si può rifiutare e una sola condizione da rispettare: non innamorarsi. Ma dopo il loro primo incontro rovente (e anche dopo il secondo!) Zack è già stanco di fingere, e capisce di voler trasformare la loro finta relazione in realtà. Certo, Sugar non ha mai incluso il suo cuore nella sua offerta, ma Zack è abituato a conquistare... e a vincere!

Hawthorne University:
1. Boyfriend deal
2. Boyfriend material

L'AUTORE


Ilsa Madden-Mills Ilsa Madden-Mills è un’autrice indipendente entrata nelle più prestigiose classifiche di bestseller: New York times, USA Today, Wall Street Journal e Washington Post. Ha inoltre raggiunto il primo posto tra i libri più venduti su Amazon. È apprezzata per le sue storie d’amore new adult tormentate e coinvolgenti, che hanno conquistato i lettori americani e anche stranieri. Ex insegnante di inglese e bibliotecaria del liceo, adora Orgoglio e Pregiudizio e Mr. Darcy è il suo eroe letterario preferito. Dell’autrice Always Publishing ha già pubblicato Dear Ava, Non sei il mio romeo, Non sei la mia anima gemella, La bella e il campione, La principessa e l’atleta e i primi due volumi della serie ambientata al college Waylon University: La sfida e La scommessa.

recensione

«Guarda che con me non devi fingere.» Lui batte le palpebre. «Che intendi?» Tiro fuori una merendina dalla tasca del piumino, ne apro con attenzione il pacchetto e ne spezzo un pezzetto. Dopodiché gli lancio un’occhiata. «Non voglio il tuo numero di telefono, non voglio vantarmi con i miei amici che abbiamo scopato e, anzi, non voglio che lo sappia nessuno perché non è affare proprio di nessuno, e poi non voglio invitarti alle feste delle mie consorelle. Perciò a me sta bene se non ti senti al top. Non c’è bisogno che mi rifili quei sorrisi per niente veri.»

Sugar e Zack non hanno assolutamente nulla in comune. Sugar è una giovane donna con un solo, grandissimo obiettivo: entrare nell’università dei suoi sogni, la Vanderbilt, nella facoltà di legge, per poter finalmente sbattere in faccia a suo padre che lei è degna di essere sua figlia. È una motivazione forte, quasi bruciante, che guida ogni sua scelta e che la rende determinata, testarda e pronta a tutto pur di dimostrare il proprio valore.

Zack, invece, è un giocatore di hockey che all’apparenza ha già tutto: ragazze che cambiano ogni mese, successo, talento e un futuro praticamente assicurato, visto che l’NHL lo ha scelto ancora prima che si laureasse. Sembra il classico ragazzo che non deve chiedere mai, quello che la vita l’ha già vinta in partenza. Eppure, come spesso accade, le apparenze ingannano.

Vederla così mi fa ridacchiare ancora di più. È giusto un po’ intimidita da me, ma non sa che in realtà è lei che mi tiene per le palle. Diventerà mia. È solo che ancora non lo sa.

Quando Sugar viene messa in lista d’attesa all’università, decide di tentare il tutto per tutto: propone a Zack un patto, fingere di essere il suo ragazzo fino alla cena organizzata per gli studenti in lista d’attesa alla Vanderbilt, così da presentarsi accompagnata e fare colpo. Un finto fidanzamento che parte come un accordo strategico, quasi freddo e calcolato. Ma cosa succede quando il ragazzo che volevi “per finta” inizia a volerti davvero? E quando anche i tuoi sentimenti non sono poi così finti come pensavi? Beh…preparatevi a un’esplosione di tensione,  emozioni che ribollono sotto la superficie e momenti che vi faranno sorridere e soffrire insieme a loro.

L’ambientazione del romanzo è quasi totalmente universitaria: tra il campus, brevi uscite in locali e alloggi condivisi, veniamo catapultati al cento per cento nella vita universitaria. Le lezioni non sono quasi descritte ma l’atmosfera si respira comunque in ogni pagina, tra pressioni, aspettative e sogni che sembrano sempre a un passo dal realizzarsi.

«Che c’è?» gli domando. Pare stare digrignando i denti. «Ho una voglia assurda di scoparti.» Sento il mio ventre contrarsi all’istante. «Ho desiderato rifarlo nell’esatto momento in cui sei uscita dalla casa dei Kappa. E se devo essere onesto mi dà proprio ai nervi che Eric ci provi con te. Lo so che per lui non significa niente, ma ho avuto una settimana infernale e tutto ciò a cui mi sono aggrappato è stata questa festa, una festa a cui a malapena riesco a partecipare. Solo che sapevo che saresti venuta, e mi uccide il pensiero di non poterti avere.»

Il romanzo ci coinvolge fin da subito. Già dalle prime righe tifiamo per il piano di Sugar, perché riusciamo facilmente a immedesimarci in lei e in quello che ha passato. Il suo bisogno di riscatto è così umano che è impossibile non sostenerla. Allo stesso tempo, Zack, il giocatore che all’apparenza ha tutto, nasconde un mondo che ho compreso fin troppo bene e un passato doloroso che ancora lo perseguita. Ed è proprio lì che il personaggio si apre davvero al lettore.

Zack e Sugar sono ben delineati, con due caratteri forti, imperfetti e reali. Zack soffre d’ansia e questo aspetto non solo è molto realistico, ma lo umanizza profondamente. Ci fa sentire vicini a lui anche se non siamo giocatori di hockey, perché il peso delle aspettative e la paura di non meritarci ciò che abbiamo ottenuto sono battaglie che, in forme diverse, possiamo combattere tutti. Personalmente, ho capito molto del suo vissuto e l’ho sentito vicino più di quanto immaginassi.

«Non puoi incolpare te stesso.»
«È come dire alla notte di non essere buia.»

Anche i personaggi secondari riescono a incuriosire tantissimo e a ritagliarsi uno spazio tutt’altro che marginale nella narrazione. Ho adorato il modo in cui l’autrice ha caratterizzato sia Eric, l’amico di Zack, sia Julia, la coinquilina di Sugar: non sono semplici comparse ma hanno una personalità ben definite e dinamiche tutte da scoprire. Sono quei personaggi che ti fanno pensare “voglio sapere di più”, che ti restano in testa anche dopo aver chiuso il libro e che, secondo me, potrebbero regalare davvero grandi emozioni.

Lo stile di Ilsa Madden-Mills mi è ormai totalmente familiare: adoro il modo in cui scrive, mai pesante né banale. Riesce ad affrontare anche i temi più delicati con una leggerezza che non significa superficialità, ma scorrevolezza e sensibilità. Si legge tutto d’un fiato, con quella sensazione di comfort che solo alcune autrici riescono a dare.

L’amore non funziona se tu non ci metti tutto il tuo impegno e non accetti tutto ciò che ti riserva, sia il brutto che il buono. L’amore non funziona se due persone non sono disposte a dare e a ricevere.

Nonostante sia un romance con dinamiche e trope visti e rivisti (e io li amo proprio per questo) il tema più importante del libro, secondo me, è la salute mentale. L’autrice gli dà il giusto spazio nella narrazione, senza trasformarla in un semplice contorno. È ancora un tabù troppo grande e parlarne in modo così sincero e aperto può solo fare bene, soprattutto in un genere che spesso viene letto anche da ragazzə giovani.

L’unica critica che mi sento di fare riguarda Sugar e la sua situazione familiare. È complessa e particolare, e avrei preferito un capitolo o due in più per capire meglio come si sono evolute le cose, invece di ritrovarmi solo con un riassunto generale nell’epilogo. Mi è sembrato un aspetto un po’ sacrificato rispetto al resto, e meritava forse più spazio.

Nel complesso, però, è stata una lettura che ho apprezzato molto, capace di farmi emozionare, riflettere e, come sempre con questa autrice, sentirmi un po’ a casa.

Voi lo avete già letto?

La mia valutazione

1/2

A presto,


Beezus










lunedì 26 gennaio 2026

[RECENSIONE] "Broken in steel", Deborah P. Cumberbatch


Buon pomeriggio a tuttə readers e bentornati nel blog con una nuova recensione!

È uscito da qualche giorno “Broken in Steel” di Deborah P. Cumberbatch, che ringrazio tantissimo per la copia digitale del romanzo. Si tratta del secondo volume della serie Steel Reapers!

Del primo libro vi avevo già parlato su Instagram (trovate il post QUI), quindi potete immaginare quanto fossi curiosa e impaziente di tornare a Steelridge… soprattutto per scoprire finalmente la storia di Ky e Maeve.

Ma bando alle ciance, veniamo a noi.



Titolo:
Broken in Steel
Autore: Deborah P. Cumberbatch
Genere: Romance
Editore: Self publishing
Trope: MC romance, second chance, fake relationship, forced proximity, single dad, age gap, small town, spicy, touch her and die, emotional scars
Pagine: 605
Prezzo ebook: 2,99
Prezzo cartaceo: 17,99 (flessibile), 19,99 (rigida)
Link d'acquisto: https://amzn.eu/d/8U6LHXC



La mia esistenza è scritta nel sudore e nel sangue. Sono il lottatore degli Steel Reapers, forgiato per essere imbattuto e colpire fino a distruggere. Mi è stato dato il nome di Balor, perché incrociare il mio sguardo significa ricevere il bacio della Mietitrice. Ogni mia scelta ha lo scopo di tenere al sicuro i miei fratelli. Sono loro il motivo per cui vado avanti, nonostante le ombre nella mia testa non mi diano tregua. Lo hanno fatto soltanto una volta, quando una ragazzina è riuscita a mettermi al tappeto con i suoi occhi. Guardarla era l’unico modo per tornare a respirare. Poi se n’è andata. Da allora, mi sono ripromesso di non commettere più lo stesso errore. Il problema è che adesso è di nuovo qui. Ed è la babysitter di mio fratello. La mia esistenza è scritta nelle parole e nelle menzogne. Sono stata creata per osservare e usare ciò che scopro a mio vantaggio. È così che sono sopravvissuta, anche quando di me non restavano che frammenti. Dovevo restare lontana da Steelridge dopo ciò che è accaduto, ma ho una missione da portare a termine. Il piano era semplice: essere invisibile e puntare all’obiettivo. Non avevo previsto che gli Steel Reapers avrebbero avuto bisogno di me. E, soprattutto, che avrei rivisto l’uomo che non sono mai riuscita a dimenticare. Ryker “Balor” Callaghan vorrebbe solo che scomparissi. Il problema è che, per aiutare il suo club, dovremmo fingere di stare insieme. Condividere un unico spazio sarà complicato, ma non posso dimenticare il motivo per cui sono tornata. Non importa se, ogni volta che sono al suo fianco, la notte sembra durare per sempre.



L'AUTORE


Deborah P. Cumberbatch vive di libri, caffè e ironia, i pilastri della sua esistenza.

Lettrice compulsiva, è ossessionata dalle parole e dalla magia che possono creare con il loro intreccio. Lettere e sillabe, se usate nel modo giusto, possono dare origine a universi straordinari, a storie capaci di salvare. Per lei, i libri hanno sempre avuto il sapore di casa: sono il suo modo di respirare, sin da quando ne ha memoria.

Scrivere le permette di essere se stessa, di accendere le stelle anche nelle notti più buie.

Cresciuta con i grandi classici Disney, ha fatto suo il mantra che ha plasmato generazioni: "Se puoi sognarlo, puoi farlo."

E la sua avventura è iniziata proprio con un sogno, un pizzico di coraggio e lo sguardo sempre rivolto alle stelle.

recensione

Vorrei dare fuoco al mondo e riplasmarlo per essere certo che siano al sicuro.

Dopo “Inked in Steel” torniamo dagli Steel Reapers con Ryker (Balor) e Maeve, rispettivamente il fratello e la migliore amica di Brianne, protagonista del primo volume.
I due si conoscevano già prima degli eventi del primo libro e si ritrovano quando Maeve torna in città e inizia a fare la babysitter al fratellino di Ky.

Ky non la sopporta. Vorrebbe che sparisse dalla sua vita e, se potesse, cancellerebbe del tutto la sua presenza. Ma per amore del fratellino (che adora Maeve) è costretto a ingoiare il rospo e a fingere di averla dimenticata. Finge che non significhi più nulla per lui.
Maeve, dal canto suo, vorrebbe solo essere invisibile. Ed è convinta di esserlo davvero, soprattutto agli occhi di Ky. Crede che lui la odi…e in fondo pensa di meritarselo.
Quando però sono costretti a condividere gli stessi spazi e il passato torna a bussare alle loro porte con una certa insistenza, le carte iniziano a scoprirsi e i due saranno obbligati ad affrontare sentimenti mai davvero sepolti.

Non voglio parlarvi troppo della trama perché questo è uno di quei libri che si scoprono pagina dopo pagina. Posso però dire che l’autrice è stata bravissima a nascondere e seminare queste vicende già nel primo volume, senza mai creare incoerenze o forzature nella storia. Tutto torna. Tutto ha senso. E questo l’ho apprezzato tantissimo.
L’ambientazione è, come sempre, molto ben descritta. Torniamo nella cittadina inventata di Steelridge, in Irlanda, e le vibes irlandesi si sentono tutte. Avendola già conosciuta in Inked in Steel, è stato davvero come tornare a casa. Una di quelle cittadine in cui io vivrei serenamente…molto più che volentieri.

«Non funziona così» mormoro. «Scivola in avanti e tieniti a me. Non mordo.» «Lo so, ma non voglio darti fastidio. Posso…» Non la lascio finire. Allungo il braccio all’indietro, la afferro per il fianco e me la schianto addosso. Il suo petto premuto alla mia schiena, le ginocchia che mi sfiorano i fianchi. «Non mi dai fastidio.»

In questo secondo romanzo Deborah sceglie una narrazione alternata tra passato e presente, e lasciatemi dire una cosa: è stata una tortura meravigliosa.
Mi ha praticamente costretta a leggere senza pause perché la domanda era una sola, martellante:
COSA DIAVOLO È SUCCESSO NEL PASSATO PER ODIARSI COSÌ TANTO NEL PRESENTE?

Ero completamente ossessionata dal bisogno di saperlo.
I personaggi li abbiamo già incontrati nel primo libro ma qui, ovviamente, Ryker e Maeve vengono approfonditi e sviluppati molto di più. Finalmente scopriamo il motivo per cui Maeve indossa sempre abiti larghi e coprenti (Deborah, lo psicologo me lo paghi tu, sappilo…ma veramente), comprendiamo ancora meglio il legame di Ky con la boxe e, inevitabilmente, finiamo per innamorarci ancora di più di entrambi.

Deborah è una delle pochissime autrici che riesce davvero a farmi empatizzare sia con il protagonista maschile che con quello femminile. Mi ci rivedo, li capisco, li sento vicini.
Allo stesso tempo vorrei tanto essere amica di Maeve, abbracciarla forte e dirle che andrà tutto bene, che si merita tutto l’amore che ha trovato… e anche quello che ancora non sa di meritare.
Lo stile di Deborah P. Cumberbatch continua a piacermi moltissimo. Se non fosse così, non la leggerei in modo così ossessivo. Amo come descrive le ambientazioni, come gestisce i dialoghi, come costruisce le atmosfere giuste nei momenti giusti.

«Ti piace ballare?» Le sfioro la guancia con il pollice. La sua morbidezza contro la mia ruvidezza. Non dovrebbe essere così bello. «No» rispondo. Mi chino più su di lei, quasi mi piego, finché la sua fronte non è a un soffio dalla mia. Si morde l’interno della guancia, il muffin ancora stretto tra le dita. «D’accordo.» «Chiedimelo comunque.» La mia voce sembra arrugginita. Inspira lentamente. «Balli con me?» «Sempre.» Non esito. Non tentenno. Porca puttana, non mi viene in mente una sola cosa che non farei in questo momento per lei.

E poi diciamolo: lei sa, semplicemente SA, come creare il perfetto book boyfriend.
(E anche la book girlfriend. coff coff Lilith coff coff).

Inoltre, i temi affrontati in questo romanzo, oltre alla storia di Ky che già in parte conosciamo, sono stati per me davvero inaspettati e trattati con molta cura e sensibilità.
Come per il primo volume, forse avrei preferito qualche pagina in meno. Ma non mi lamenterò MAI di avere tra le mani troppe pagine di un libro scritto bene e con una trama così coinvolgente.
In conclusione: una lettura bellissima.






Di solito mantengo la calma, riesco a estraniarmi dalle emozioni e a razionalizzare tutto. È così che sono sempre sopravvissuta.

Ma Deborah non ha ancora scritto del mio preferito. Anzi, dei miei preferiti.
Rowan e Lilith (anche se non li ha ancora confermati ufficialmente come coppia… mamma biker cattiva 😌) devono ancora arrivare. E io so già che, se ho amato questi primi quattro personaggi, per loro due impazzirò completamente.

Io vi consiglio di leggere non solo questi due libri, ma tutti i romanzi di Deborah P. Cumberbatch.
Quindi non fatevi sfuggire l’occasione e correte ad acquistare la vostra copia!

La mia valutazione


A presto,

beezus




martedì 13 gennaio 2026

[RECENSIONE] “The grump and his little swan”, Elvereth Ahn


Buongiorno a tuttə Readers e ben tornati, ancora una volta, nel blog!

Oggi sono qui per parlarvi di “The Grump and His Little Swan”, l’ultima fatica di Elvereth Ahn, che ringrazio come sempre per la copia digitale del romanzo.


Non vedevo assolutamente l’ora di leggere questo libro perché, chi mi segue da tanto lo sa, io adoro questa ragazza.

Adoro il modo in cui scrive, ma anche la persona che è: c’è qualcosa di speciale in lei, punto. E leggerla, ogni volta, migliora il mio umore.


Tra l’altro, questo libro, è stata la mia prima lettura per la mia “K-Pop bookish challenge”. Se volete saperne di più su cosa sto parlando: QUI.


Ma bando alle ciance, veniamo a noi.



Titolo:
The grump and his little swan
Autore: Elvereth Ahn
Genere: Romance
Editore: Self publishing
Trope: Grumpy X Sunshine, Small town, Age gap, law enforcement (lui è un poliziotto), Found family, spicy
Pagine: 404
Prezzo ebook: 2,99
Prezzo cartaceo: 19,00 (rigida) - 14,00 (flessibile)
Link d'acquisto: https://amzn.eu/d/8Q6pfOs

Swan Forest gestisce la gelateria dei suoi nonni, nonostante le difficoltà economiche. Fa il possibile per mantenere vivo il sogno a cui non vuole rinunciare: portare la magia nel cuore dei suoi clienti. È quello che tenta di fare anche con Hunter O’Kane, il suo nuovo vicino di casa, un uomo che è pura tempesta, deciso a tenere tutti a distanza. Eppure Swan non riesce a stargli lontana. Negli occhi di Hunter intravede barriere che la spingono a cercarlo. A sorridergli. Con la speranza che, un giorno, anche lui sorrida. Dopo un’indagine sotto copertura finita male, Hunter è costretto ad allontanarsi da Chicago. Si trasferisce nella piccola Fair Haven con l’obiettivo di passare inosservato, ma senza fare i conti con i suoi abitanti curiosi. Soprattutto con Swan. Una ragazza troppo gentile e rumorosa. Tenace come un piccolo cigno, pronta a tutto per proteggere chi ama. Hunter sa di doverla evitare. Perché la dolcezza di Swan è pericolosa. Potrebbe sciogliere tutti i ghiacciai del mondo. Con il tempo, Hunter e Swan scoprono di avere in comune più di quello che avrebbero mai immaginato. Ma nessuno dei due è preparato all’attrazione che esplode tra di loro, impossibile da ignorare. Così come il sentimento feroce che li lega, destinato a stravolgere le loro vite.



L'AUTORE

Elvereth Ahn ha iniziato a scrivere da bambina, poco dopo essersi appassionata alla lettura. Le parole fin da quel momento sono diventate la sua àncora di salvezza. Vive costantemente tra le nuvole e non solo grazie ai libri, ma anche grazie alla passione per il cinema e per le serie tv. Ama scrivere di tutte le sfumature del romance.

recensione

La rabbia che ho dentro è la mia maledizione. 

Hunter e Swan sembrano due persone completamente diverse, e forse lo sono davvero, ma quando si incontrano c’è una forza silenziosa, quasi misteriosa, che li spinge l’uno verso l’altra.


Lui è un poliziotto che si è rintanato a Fair Haven dopo un’indagine finita male. Lei è una gelataia con un sogno ben preciso: rendere un po’ più gioiosa la vita di chi incontra.


All’inizio non sembrano sopportarsi, come da copione, ma pian piano qualcosa cambia. Iniziano a guardarsi oltre la superficie e a scoprire che, sotto sotto, non sono poi così diversi. Anzi: sono perfettamente complementari.

Non tollero la cattiveria gratuita. Non tollero chi si crede migliore degli altri. È così difficile da capire?


Fair Haven è uno di quei luoghi che ti restano addosso. Un piccolo paesino ben descritto e curato, tanto che io ho finito per sognare di esserci davvero, a passeggiare tra quelle vie immaginate dall’autrice.

Entrare a La casa del gelato e far indovinare a Swan il mio gusto preferito è stato naturale…e quando ho chiuso il Kindle e mi sono ricordata che Fair Haven è pura fantasia, ci sono quasi rimasta male. Ci sarei andata molto volentieri.


Sin dalle prime pagine veniamo catapultatə nel mondo di Swan, e questo rende immediata l’immedesimazione. Anche quando il POV cambia e iniziamo a vedere le cose dal punto di vista del Grumpy più Grumpy che ci sia, Hunter, riusciamo comunque a capirlo, ad affezionarci a lui.

Il modo in cui Elvereth riesce a tenerci incollatə alle pagine, spingendoci a scoprire cosa sia successo ad Hunter per costringerlo a rifugiarsi in questo paesino quasi sperduto, per me è l’ennesima conferma: Elvereth Ahn merita molto, molto, MOLTO di più di quello che già ha.


Magari sono preda della follia. O forse sono solo stanco di continuare a nascondermi, a fingere. Anche solo per un momento, la smetto. Mi privo di ogni difesa. Ed è per questo che la bacio. Dovrei andarci piano. Dovrei essere gentile, ma le mie labbra si fondono alle sue, rudi, feroci. Prendo il suo respiro come se stessi per morire.


E i personaggi?

Hunter e Swan sono tratteggiati con una profondità che si percepisce fin da subito. Lui è chiuso, ruvido, segnato da ciò che ha lasciato alle spalle e convinto di non avere più molto da offrire; lei è calore, dolcezza e una forza silenziosa capace di insinuarsi anche nei cuori più barricati. Il loro primo incontro è tutt’altro che semplice e Hunter si mostra distante, quasi respingente, mentre Swan resta fedele a sé stessa, luminosa e autentica.


Ciò che rende il loro legame così credibile è il modo in cui cresce: attraverso il tempo, i silenzi, i piccoli gesti e dialoghi mai forzati. Non è un sentimento che esplode all’improvviso, ma qualcosa che si costruisce passo dopo passo, lasciando emergere fragilità e verità taciute. Swan è molto più di un personaggio Sunshine: è l’anima della storia. Hunter, invece, è la dimostrazione che anche chi si è chiuso al mondo può imparare di nuovo a sentire, a fidarsi e ad accogliere l’amore.


Le mie braccia si muovono da sole: lo circondano, lo tengono, lo premono a me. Mi sembra di sentirlo tremare, ma non so se sia lui oppure io. Lo stringo comunque con tutta la forza che ho, nonostante le lacrime e la disperazione.


E posso dirlo? Swan e la nonna mi hanno spezzato il cuore nel modo più dolce possibile.

Mi sono commossa leggendo le loro scene, il loro rapporto. Ho perso mia nonna da pochi anni e la sua mancanza è ancora una presenza costante. Era la mia ancora nei momenti più bui, la chiamata più lunga della giornata, la forza che mi spingeva ad andare avanti quando tutto sembrava troppo pesante.


E badate bene: amo i miei genitori, sono presenti e sono immensamente grata di averli nella mia vita. Ma il modo in cui mi aprivo con mia nonna, anche solo in quelle chiamate in cui non le spiegavo nemmeno perché ero giù, è qualcosa che mi manca profondamente.

Questo libro è stato una coccola anche per questo.


Lo stile di Elvereth mi ha confermato, ancora una volta, che sa scrivere e lo sa fare bene. Non deve fare altro nella vita se non questo. Libro dopo libro matura sempre di più, e questo romanzo non fa eccezione.

Dialoghi realistici, una narrazione fluida e immersiva: davvero, non potrei chiedere di meglio.


«Penso che, se non ti abbraccio subito, rischio di impazzire.» 

«Ho paura di farti male!» 

«Al diavolo le ferite, Swan.»


Perché sì, l’amore può sanare.

L’amore può andare oltre la superficie e vedere cosa c’è davvero dentro una persona.

E questo romanzo ce lo mostra in modo semplice, sincero, senza fronzoli.


Se amate il romance, non potete perdervi questa chicca…magari gustando un buon gelato mentre leggete!


Voi lo leggerete? Fatemelo sapere nei commenti!


La mia valutazione


A presto,


Beezus

lunedì 12 gennaio 2026

[RECENSIONE] “Mercy”, Francesca Veri






Buongiorno a tuttə Readers e bentornatə sul blog!

Questo è il primo vero articolo dopo anni di silenzio e, lo ammetto, l’emozione è tanta. Tornare a scrivere qui mi mette un po’ d’ansia: non sono ancora sicura al 100% del mio modo di raccontare le letture, ma spero di riuscire a trasmettervi almeno una parte di quello che ho provato.
E sinceramente…non potevo ricominciare con una lettura migliore.

Oggi vi parlo di Mercy di Francesca Veri, edito Always Publishing, che ringrazio infinitamente per la copia digitale del romanzo.

Ma bando alle ciance e veniamo a noi.


Titolo:
Mercy
Autore: Francesca Veri
Genere: Romance
Editore: Always publishing
Trope: dark academia, Forbidden romance, Age gap, Emotional scars, spicy
Pagine: 487
Prezzo ebook: 3,99
Prezzo cartaceo: 15,90
Link d'acquisto: https://amzn.eu/d/fZ6PzSA

È bastata una notte per rovesciare l’esistenza privilegiata di Aurora Welsh e decretare la sua clausura. Dalle feste con gli amici e gli ottimi voti passa al totale isolamento, all’Our Lady of Mercy: una prigione di stampo cattolico mascherata da prep school in cui gli studenti vengono piazzati dai loro facoltosi genitori per espiare colpe, imparare l’educazione rigida dei ricchi o rimanere nascosti da chi non desidera avere una delusione tra i piedi. Ora, sola e priva di qualsiasi appiglio, vaga in un ambiente sconosciuto senza null’altro da perdere se non la propria coscienza. Eppure proprio lì, tra i corridoi austeri dell’Our Lady of Mercy, si nasconde quella che si rivelerà la sua più grande tentazione. Vietata. Indecente. Totalizzante. Con il professor Fleming cedere è inevitabile. Perdersi anche. Zachary Fleming è un professore autoritario, esigente, eppure rispettato da studenti e colleghi. Però dentro di sé cova un tormento invisibile e rivangare il passato per lui porterebbe alla luce fantasmi che devono restare incatenati. Così ogni settimana Zach tenta di esorcizzarli nel solo modo che conosce: di nascosto nella sua stanza, in compagnia delle sue Lady of Shadows. Nessuno lo sa. Nessuno nemmeno sussurra. Ma lui sprofonda ogni giorno di più nel peccato, nel ricordo e nel dolore, almeno fino a lei. Quando Aurora mette piede nella sua scuola, Zachary capisce subito che rappresenterà la sua rovina: una Lady perfetta, uguale al suo ideale eppure... infinitamente diversa. Resistere è impossibile, i suoi demoni lo spingono a indulgere, a osare, a irretirla, perché la passione non si può arginare e l’appagamento del loro bisogno vale ogni rischio. Le catene che imprigionano i fantasmi di Zachary, però, sono destinate a spezzarsi e liberare verità in grado di scaraventare lui e Aurora in un vortice ancora più buio. Si può conoscere amore se l’unico insegnamento ricevuto è la perversione?



L'AUTORE


Francesca Veri nasce a Varese negli anni ’80. Anima antica per scelta, coltiva da sempre un’autentica ossessione per ciò

che riguarda il Regno Unito. Questa passione la porta a laurearsi in

Lingue e Letterature Straniere, con una tesi dedicata a Cime

Tempestose e Jane Eyre. In seguito si specializza in Scrittura Creativa.

La sua carriera di autrice inizia con la stesura di diversi historicalromance ambientati in epoca vittoriana, ma è nel soft dark romance che trova la sua vera voce.

Broken Chains, pubblicato in modo indipendente, segna il suo esordio nel dark romance nel giugno 2025. Con Mercy, un forbidden romance, Francesca Veri approda per la prima volta nelle librerie italiane con Always Publishing.


recensione

È stato il mio modo per scomparire, per spingere la lama fino all’osso e sentire se ancora sono in grado di provare qualcosa. Per scoprire se nell’annichilimento di me stessa sia possibile trovarmi di nuovo. Nel dolore, nell’umiliazione più vera. Perché, mamma, senza di te io non so più come andare avanti.


Aurora Welsh viene relegata all’Our Lady of Mercy, un college dallo stampo religioso dove le famiglie ricche e “perbene” rinchiudono i figli che non vogliono avere tra i piedi. Lo scandalo che l’ha travolta non può essere perdonato, e così per Aurora inizia una nuova vita, lontana da tutto ciò che conosceva: dagli amici, dalla sua quotidianità, da quella che sembrava una vita perfetta.


All’interno del college incontra Zachary Fleming, il suo insegnante di letteratura, non a caso la sua materia preferita. Tra discussioni su Poe, dialoghi intensi e un’attrazione tanto improvvisa quanto inspiegabile, Aurora si ritrova a provare sentimenti che sa di non poter permettersi.


Non ho portato molto, giusto il minimo indispensabile e i miei libri preferiti. Senza quelli non mi sarei mai mossa, non saprei vivere. Le loro pagine mi hanno tenuta in vita nei momenti in cui tutto mi sembrava impossibile,


Zachary non è da meno. Anche lui nasconde un segreto, un passato che lo tormenta, e quando vede Aurora per la prima volta capisce subito che lei è la ragazza perfetta…se solo non fosse una sua alunna. I suoi demoni, però, non bastano a fermare ciò che cresce lentamente: un amore che nasce tra due persone spezzate, che si riconoscono senza bisogno di spiegazioni. Aurora gli ricorda un passato da cui cerca di fuggire, ma allo stesso tempo è tutto ciò che di diverso potrebbe finalmente salvarlo, fargli credere che anche lui merita di amare.


L’ambientazione è quasi interamente concentrata sull’Our Lady of Mercy e, sorprendentemente, questo non è affatto un punto a sfavore. Anzi, ci permette di immergerci completamente nella mentalità rigida e soffocante di questo college religioso che non ammette difetti, errori o peccati. Il modo in cui l’autrice rende centrale il tema della religione è estremamente potente e fa riflettere moltissimo. Chi, come me, è cresciutə con il senso di colpa cristiano riconoscerà fin troppo bene certe dinamiche.


Poe diceva che la bellezza è un presagio di morte, e aveva ragione: perché in questo caso specifico la sua bellezza è la mia condanna, e non riesco a distogliere la mia attenzione dai suoi lineamenti.


Sin dalle prime pagine è impossibile non sentirsi coinvolti nella storia di Aurora. Non c’è un solo momento in cui non si faccia il tifo per lei. Personalmente avrei voluto abbracciarla, dirle che non aveva fatto nulla di male, che sarebbe andato tutto bene, che ce l’avrebbe fatta. In questo Francesca Veri è stata davvero bravissima: anche attraverso brevi salti temporali riesce a trasmettere dolore, ansia, perdita e tutta la complessità emotiva dei personaggi.


Aurora e Zachary mi sono entrati dentro fin da subito. Per motivi diversi condividono la stessa visione di sé: entrambi cercano di andare avanti nascondendo la parte di loro che odiano di più. La loro scintilla è immediata, ma il rapporto cresce con i giusti tempi: non è frettoloso, né esasperatamente lento. E quegli sguardi rubati…fanno battere il cuore.


Anche i personaggi secondari sono ben caratterizzati. Ho adorato Martha dal primo istante e, pagina dopo pagina, ho imparato ad apprezzare anche il professor Flint. Al contrario, ho provato un odio profondo per Hernandez e la Winter, segno che l’autrice ha fatto centro. Ogni personaggio ha un ruolo preciso e credibile all’interno della storia.


Oggi ha parlato di Poe e dei suoi mostri. «Tutti ne abbiamo uno,» ha detto Fleming, «solo che alcuni imparano a tenerlo in gabbia, altri ci dormono accanto.» Qualcuno ha riso, ma a me non veniva da ridere. Perché ho capito perfettamente cosa volesse dire. Il mio mostro non mi insegue più, si è seduto qui accanto a me e io gli ho lasciato spazio.


Lo stile della Veri è uno degli aspetti che ho apprezzato di più: una prosa evocativa, perfettamente in linea con l’ambientazione, ma mai pesante o noiosa. La religione e la redenzione sono temi centrali, così come l’amore inteso come forza capace di salvare anche le anime più tormentate. Questa dualità mi ha colpita molto: da una parte una religione che dovrebbe accogliere e invece giudica ed esclude, dall’altra un amore proibito che nasce tra due persone rotte, spezzate, che si riconoscono in un solo sguardo e decidono di non lasciarsi più.


Non è un libro per tuttə (come del resto la maggior parte dei libri) ma se riuscite a immedesimarvi anche in contesti lontani dal vostro, credo che possiate amarlo quanto l’ho amato io.


L’unica pecca? Il finale. Con quasi 500 pagine, secondo me si poteva gestire meglio la chiusura: avrei voluto qualche pagina in più per assaporare fino in fondo la parte più emotiva, quella che arriva dritta al cuore.


In conclusione, per me Mercy è una lettura imperdibile, soprattutto se amate i forbidden romance professore/alunna, carichi di bagagli emotivi irrisolti e atmosfere intense.


Lo leggerete o lo avete già letto? Aspetto di sapere cosa ne pensate nei commenti!


La mia valutazione

1/2



A presto.


Beezus