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lunedì 26 gennaio 2026

[RECENSIONE] "Broken in steel", Deborah P. Cumberbatch


Buon pomeriggio a tuttə readers e bentornati nel blog con una nuova recensione!

È uscito da qualche giorno “Broken in Steel” di Deborah P. Cumberbatch, che ringrazio tantissimo per la copia digitale del romanzo. Si tratta del secondo volume della serie Steel Reapers!

Del primo libro vi avevo già parlato su Instagram (trovate il post QUI), quindi potete immaginare quanto fossi curiosa e impaziente di tornare a Steelridge… soprattutto per scoprire finalmente la storia di Ky e Maeve.

Ma bando alle ciance, veniamo a noi.



Titolo:
Broken in Steel
Autore: Deborah P. Cumberbatch
Genere: Romance
Editore: Self publishing
Trope: MC romance, second chance, fake relationship, forced proximity, single dad, age gap, small town, spicy, touch her and die, emotional scars
Pagine: 605
Prezzo ebook: 2,99
Prezzo cartaceo: 17,99 (flessibile), 19,99 (rigida)
Link d'acquisto: https://amzn.eu/d/8U6LHXC



La mia esistenza è scritta nel sudore e nel sangue. Sono il lottatore degli Steel Reapers, forgiato per essere imbattuto e colpire fino a distruggere. Mi è stato dato il nome di Balor, perché incrociare il mio sguardo significa ricevere il bacio della Mietitrice. Ogni mia scelta ha lo scopo di tenere al sicuro i miei fratelli. Sono loro il motivo per cui vado avanti, nonostante le ombre nella mia testa non mi diano tregua. Lo hanno fatto soltanto una volta, quando una ragazzina è riuscita a mettermi al tappeto con i suoi occhi. Guardarla era l’unico modo per tornare a respirare. Poi se n’è andata. Da allora, mi sono ripromesso di non commettere più lo stesso errore. Il problema è che adesso è di nuovo qui. Ed è la babysitter di mio fratello. La mia esistenza è scritta nelle parole e nelle menzogne. Sono stata creata per osservare e usare ciò che scopro a mio vantaggio. È così che sono sopravvissuta, anche quando di me non restavano che frammenti. Dovevo restare lontana da Steelridge dopo ciò che è accaduto, ma ho una missione da portare a termine. Il piano era semplice: essere invisibile e puntare all’obiettivo. Non avevo previsto che gli Steel Reapers avrebbero avuto bisogno di me. E, soprattutto, che avrei rivisto l’uomo che non sono mai riuscita a dimenticare. Ryker “Balor” Callaghan vorrebbe solo che scomparissi. Il problema è che, per aiutare il suo club, dovremmo fingere di stare insieme. Condividere un unico spazio sarà complicato, ma non posso dimenticare il motivo per cui sono tornata. Non importa se, ogni volta che sono al suo fianco, la notte sembra durare per sempre.



L'AUTORE


Deborah P. Cumberbatch vive di libri, caffè e ironia, i pilastri della sua esistenza.

Lettrice compulsiva, è ossessionata dalle parole e dalla magia che possono creare con il loro intreccio. Lettere e sillabe, se usate nel modo giusto, possono dare origine a universi straordinari, a storie capaci di salvare. Per lei, i libri hanno sempre avuto il sapore di casa: sono il suo modo di respirare, sin da quando ne ha memoria.

Scrivere le permette di essere se stessa, di accendere le stelle anche nelle notti più buie.

Cresciuta con i grandi classici Disney, ha fatto suo il mantra che ha plasmato generazioni: "Se puoi sognarlo, puoi farlo."

E la sua avventura è iniziata proprio con un sogno, un pizzico di coraggio e lo sguardo sempre rivolto alle stelle.

recensione

Vorrei dare fuoco al mondo e riplasmarlo per essere certo che siano al sicuro.

Dopo “Inked in Steel” torniamo dagli Steel Reapers con Ryker (Balor) e Maeve, rispettivamente il fratello e la migliore amica di Brianne, protagonista del primo volume.
I due si conoscevano già prima degli eventi del primo libro e si ritrovano quando Maeve torna in città e inizia a fare la babysitter al fratellino di Ky.

Ky non la sopporta. Vorrebbe che sparisse dalla sua vita e, se potesse, cancellerebbe del tutto la sua presenza. Ma per amore del fratellino (che adora Maeve) è costretto a ingoiare il rospo e a fingere di averla dimenticata. Finge che non significhi più nulla per lui.
Maeve, dal canto suo, vorrebbe solo essere invisibile. Ed è convinta di esserlo davvero, soprattutto agli occhi di Ky. Crede che lui la odi…e in fondo pensa di meritarselo.
Quando però sono costretti a condividere gli stessi spazi e il passato torna a bussare alle loro porte con una certa insistenza, le carte iniziano a scoprirsi e i due saranno obbligati ad affrontare sentimenti mai davvero sepolti.

Non voglio parlarvi troppo della trama perché questo è uno di quei libri che si scoprono pagina dopo pagina. Posso però dire che l’autrice è stata bravissima a nascondere e seminare queste vicende già nel primo volume, senza mai creare incoerenze o forzature nella storia. Tutto torna. Tutto ha senso. E questo l’ho apprezzato tantissimo.
L’ambientazione è, come sempre, molto ben descritta. Torniamo nella cittadina inventata di Steelridge, in Irlanda, e le vibes irlandesi si sentono tutte. Avendola già conosciuta in Inked in Steel, è stato davvero come tornare a casa. Una di quelle cittadine in cui io vivrei serenamente…molto più che volentieri.

«Non funziona così» mormoro. «Scivola in avanti e tieniti a me. Non mordo.» «Lo so, ma non voglio darti fastidio. Posso…» Non la lascio finire. Allungo il braccio all’indietro, la afferro per il fianco e me la schianto addosso. Il suo petto premuto alla mia schiena, le ginocchia che mi sfiorano i fianchi. «Non mi dai fastidio.»

In questo secondo romanzo Deborah sceglie una narrazione alternata tra passato e presente, e lasciatemi dire una cosa: è stata una tortura meravigliosa.
Mi ha praticamente costretta a leggere senza pause perché la domanda era una sola, martellante:
COSA DIAVOLO È SUCCESSO NEL PASSATO PER ODIARSI COSÌ TANTO NEL PRESENTE?

Ero completamente ossessionata dal bisogno di saperlo.
I personaggi li abbiamo già incontrati nel primo libro ma qui, ovviamente, Ryker e Maeve vengono approfonditi e sviluppati molto di più. Finalmente scopriamo il motivo per cui Maeve indossa sempre abiti larghi e coprenti (Deborah, lo psicologo me lo paghi tu, sappilo…ma veramente), comprendiamo ancora meglio il legame di Ky con la boxe e, inevitabilmente, finiamo per innamorarci ancora di più di entrambi.

Deborah è una delle pochissime autrici che riesce davvero a farmi empatizzare sia con il protagonista maschile che con quello femminile. Mi ci rivedo, li capisco, li sento vicini.
Allo stesso tempo vorrei tanto essere amica di Maeve, abbracciarla forte e dirle che andrà tutto bene, che si merita tutto l’amore che ha trovato… e anche quello che ancora non sa di meritare.
Lo stile di Deborah P. Cumberbatch continua a piacermi moltissimo. Se non fosse così, non la leggerei in modo così ossessivo. Amo come descrive le ambientazioni, come gestisce i dialoghi, come costruisce le atmosfere giuste nei momenti giusti.

«Ti piace ballare?» Le sfioro la guancia con il pollice. La sua morbidezza contro la mia ruvidezza. Non dovrebbe essere così bello. «No» rispondo. Mi chino più su di lei, quasi mi piego, finché la sua fronte non è a un soffio dalla mia. Si morde l’interno della guancia, il muffin ancora stretto tra le dita. «D’accordo.» «Chiedimelo comunque.» La mia voce sembra arrugginita. Inspira lentamente. «Balli con me?» «Sempre.» Non esito. Non tentenno. Porca puttana, non mi viene in mente una sola cosa che non farei in questo momento per lei.

E poi diciamolo: lei sa, semplicemente SA, come creare il perfetto book boyfriend.
(E anche la book girlfriend. coff coff Lilith coff coff).

Inoltre, i temi affrontati in questo romanzo, oltre alla storia di Ky che già in parte conosciamo, sono stati per me davvero inaspettati e trattati con molta cura e sensibilità.
Come per il primo volume, forse avrei preferito qualche pagina in meno. Ma non mi lamenterò MAI di avere tra le mani troppe pagine di un libro scritto bene e con una trama così coinvolgente.
In conclusione: una lettura bellissima.






Di solito mantengo la calma, riesco a estraniarmi dalle emozioni e a razionalizzare tutto. È così che sono sempre sopravvissuta.

Ma Deborah non ha ancora scritto del mio preferito. Anzi, dei miei preferiti.
Rowan e Lilith (anche se non li ha ancora confermati ufficialmente come coppia… mamma biker cattiva 😌) devono ancora arrivare. E io so già che, se ho amato questi primi quattro personaggi, per loro due impazzirò completamente.

Io vi consiglio di leggere non solo questi due libri, ma tutti i romanzi di Deborah P. Cumberbatch.
Quindi non fatevi sfuggire l’occasione e correte ad acquistare la vostra copia!

La mia valutazione


A presto,

beezus




martedì 13 gennaio 2026

[RECENSIONE] “The grump and his little swan”, Elvereth Ahn


Buongiorno a tuttə Readers e ben tornati, ancora una volta, nel blog!

Oggi sono qui per parlarvi di “The Grump and His Little Swan”, l’ultima fatica di Elvereth Ahn, che ringrazio come sempre per la copia digitale del romanzo.


Non vedevo assolutamente l’ora di leggere questo libro perché, chi mi segue da tanto lo sa, io adoro questa ragazza.

Adoro il modo in cui scrive, ma anche la persona che è: c’è qualcosa di speciale in lei, punto. E leggerla, ogni volta, migliora il mio umore.


Tra l’altro, questo libro, è stata la mia prima lettura per la mia “K-Pop bookish challenge”. Se volete saperne di più su cosa sto parlando: QUI.


Ma bando alle ciance, veniamo a noi.



Titolo:
The grump and his little swan
Autore: Elvereth Ahn
Genere: Romance
Editore: Self publishing
Trope: Grumpy X Sunshine, Small town, Age gap, law enforcement (lui è un poliziotto), Found family, spicy
Pagine: 404
Prezzo ebook: 2,99
Prezzo cartaceo: 19,00 (rigida) - 14,00 (flessibile)
Link d'acquisto: https://amzn.eu/d/8Q6pfOs

Swan Forest gestisce la gelateria dei suoi nonni, nonostante le difficoltà economiche. Fa il possibile per mantenere vivo il sogno a cui non vuole rinunciare: portare la magia nel cuore dei suoi clienti. È quello che tenta di fare anche con Hunter O’Kane, il suo nuovo vicino di casa, un uomo che è pura tempesta, deciso a tenere tutti a distanza. Eppure Swan non riesce a stargli lontana. Negli occhi di Hunter intravede barriere che la spingono a cercarlo. A sorridergli. Con la speranza che, un giorno, anche lui sorrida. Dopo un’indagine sotto copertura finita male, Hunter è costretto ad allontanarsi da Chicago. Si trasferisce nella piccola Fair Haven con l’obiettivo di passare inosservato, ma senza fare i conti con i suoi abitanti curiosi. Soprattutto con Swan. Una ragazza troppo gentile e rumorosa. Tenace come un piccolo cigno, pronta a tutto per proteggere chi ama. Hunter sa di doverla evitare. Perché la dolcezza di Swan è pericolosa. Potrebbe sciogliere tutti i ghiacciai del mondo. Con il tempo, Hunter e Swan scoprono di avere in comune più di quello che avrebbero mai immaginato. Ma nessuno dei due è preparato all’attrazione che esplode tra di loro, impossibile da ignorare. Così come il sentimento feroce che li lega, destinato a stravolgere le loro vite.



L'AUTORE

Elvereth Ahn ha iniziato a scrivere da bambina, poco dopo essersi appassionata alla lettura. Le parole fin da quel momento sono diventate la sua àncora di salvezza. Vive costantemente tra le nuvole e non solo grazie ai libri, ma anche grazie alla passione per il cinema e per le serie tv. Ama scrivere di tutte le sfumature del romance.

recensione

La rabbia che ho dentro è la mia maledizione. 

Hunter e Swan sembrano due persone completamente diverse, e forse lo sono davvero, ma quando si incontrano c’è una forza silenziosa, quasi misteriosa, che li spinge l’uno verso l’altra.


Lui è un poliziotto che si è rintanato a Fair Haven dopo un’indagine finita male. Lei è una gelataia con un sogno ben preciso: rendere un po’ più gioiosa la vita di chi incontra.


All’inizio non sembrano sopportarsi, come da copione, ma pian piano qualcosa cambia. Iniziano a guardarsi oltre la superficie e a scoprire che, sotto sotto, non sono poi così diversi. Anzi: sono perfettamente complementari.

Non tollero la cattiveria gratuita. Non tollero chi si crede migliore degli altri. È così difficile da capire?


Fair Haven è uno di quei luoghi che ti restano addosso. Un piccolo paesino ben descritto e curato, tanto che io ho finito per sognare di esserci davvero, a passeggiare tra quelle vie immaginate dall’autrice.

Entrare a La casa del gelato e far indovinare a Swan il mio gusto preferito è stato naturale…e quando ho chiuso il Kindle e mi sono ricordata che Fair Haven è pura fantasia, ci sono quasi rimasta male. Ci sarei andata molto volentieri.


Sin dalle prime pagine veniamo catapultatə nel mondo di Swan, e questo rende immediata l’immedesimazione. Anche quando il POV cambia e iniziamo a vedere le cose dal punto di vista del Grumpy più Grumpy che ci sia, Hunter, riusciamo comunque a capirlo, ad affezionarci a lui.

Il modo in cui Elvereth riesce a tenerci incollatə alle pagine, spingendoci a scoprire cosa sia successo ad Hunter per costringerlo a rifugiarsi in questo paesino quasi sperduto, per me è l’ennesima conferma: Elvereth Ahn merita molto, molto, MOLTO di più di quello che già ha.


Magari sono preda della follia. O forse sono solo stanco di continuare a nascondermi, a fingere. Anche solo per un momento, la smetto. Mi privo di ogni difesa. Ed è per questo che la bacio. Dovrei andarci piano. Dovrei essere gentile, ma le mie labbra si fondono alle sue, rudi, feroci. Prendo il suo respiro come se stessi per morire.


E i personaggi?

Hunter e Swan sono tratteggiati con una profondità che si percepisce fin da subito. Lui è chiuso, ruvido, segnato da ciò che ha lasciato alle spalle e convinto di non avere più molto da offrire; lei è calore, dolcezza e una forza silenziosa capace di insinuarsi anche nei cuori più barricati. Il loro primo incontro è tutt’altro che semplice e Hunter si mostra distante, quasi respingente, mentre Swan resta fedele a sé stessa, luminosa e autentica.


Ciò che rende il loro legame così credibile è il modo in cui cresce: attraverso il tempo, i silenzi, i piccoli gesti e dialoghi mai forzati. Non è un sentimento che esplode all’improvviso, ma qualcosa che si costruisce passo dopo passo, lasciando emergere fragilità e verità taciute. Swan è molto più di un personaggio Sunshine: è l’anima della storia. Hunter, invece, è la dimostrazione che anche chi si è chiuso al mondo può imparare di nuovo a sentire, a fidarsi e ad accogliere l’amore.


Le mie braccia si muovono da sole: lo circondano, lo tengono, lo premono a me. Mi sembra di sentirlo tremare, ma non so se sia lui oppure io. Lo stringo comunque con tutta la forza che ho, nonostante le lacrime e la disperazione.


E posso dirlo? Swan e la nonna mi hanno spezzato il cuore nel modo più dolce possibile.

Mi sono commossa leggendo le loro scene, il loro rapporto. Ho perso mia nonna da pochi anni e la sua mancanza è ancora una presenza costante. Era la mia ancora nei momenti più bui, la chiamata più lunga della giornata, la forza che mi spingeva ad andare avanti quando tutto sembrava troppo pesante.


E badate bene: amo i miei genitori, sono presenti e sono immensamente grata di averli nella mia vita. Ma il modo in cui mi aprivo con mia nonna, anche solo in quelle chiamate in cui non le spiegavo nemmeno perché ero giù, è qualcosa che mi manca profondamente.

Questo libro è stato una coccola anche per questo.


Lo stile di Elvereth mi ha confermato, ancora una volta, che sa scrivere e lo sa fare bene. Non deve fare altro nella vita se non questo. Libro dopo libro matura sempre di più, e questo romanzo non fa eccezione.

Dialoghi realistici, una narrazione fluida e immersiva: davvero, non potrei chiedere di meglio.


«Penso che, se non ti abbraccio subito, rischio di impazzire.» 

«Ho paura di farti male!» 

«Al diavolo le ferite, Swan.»


Perché sì, l’amore può sanare.

L’amore può andare oltre la superficie e vedere cosa c’è davvero dentro una persona.

E questo romanzo ce lo mostra in modo semplice, sincero, senza fronzoli.


Se amate il romance, non potete perdervi questa chicca…magari gustando un buon gelato mentre leggete!


Voi lo leggerete? Fatemelo sapere nei commenti!


La mia valutazione


A presto,


Beezus