venerdì 10 aprile 2026

[RECENSIONE] "Shield of sparrows", Devney Perry


Buongiorno a tuttə readers e ben tornati sul blog con una nuova recensione!

Always Publishing ha dato il via alla sua nuova collana “Magic”, dedicata al romantasy…e ovviamente non potevo non esserci. Oggi infatti vi parlo della loro prima uscita.

“Shield of Sparrows” di Devney Perry — un’autrice già conosciuta in Italia e che io apprezzo davvero tanto. Aspettavo questo suo fantasy da quando è uscito in lingua originale, quindi grazie mille ad Always per la copia ARC digitale: la vostra fiducia non è mai scontata.

Ma bando alle ciance, veniamo a noi!


Titolo:
Shield of Sparrows
Autore: Devney Perry
Genere: Romantasy
Editore: Always publishing 
Trope: Arranged marriage, enemies to lovers, forced proximity, slow burn
Pagine: 769
Prezzo ebook: 4,99
Prezzo cartaceo: 17,90
Link d'acquisto: https://amzn.to/4stsx1g

Odessa è la figlia del Re d’Oro. Una principessa del Quentis… quella sbagliata. Senza gloria né potere, è abituata a vivere nell’ombra, a obbedire e a sopportare il destino che gli altri hanno scelto per lei. Fino al giorno in cui il principe del Turah, un leggendario cacciatore di mostri, arriva sulle coste del Quentis e… decide che è Odessa la sposa che desidera e porterà con sé nel suo regno, non la sorella. Una principessa è ciò che gli spetta per onorare l’antico trattato che suggella con il sangue una indissolubile alleanza tra regni… e non importa che sia la principessa sbagliata, Odessa ancora una volta deve piegarsi. Ad accompagnare il Principe c’è anche il Guardiano, un guerriero violento, un assassino, forse il Dio stesso degli Inferi. Nonostante l’uomo disprezzi Odessa e lei stessa ricambi il sentimento, sarà il Guardiano a doverla scortare attraverso le terre popolate dai mostri del Turah, mentre lei cercherà di capire quale sarà il suo nuovo ruolo: regina per suo marito, spia per suo padre, vittima sacrificale per il suo popolo. Ma cosa succederebbe se la principessa Odessa decidesse di deludere le aspettative del padre, del futuro marito e del Guardiano che la segue a ogni passo? Se imparasse che la vera forza non è essere la pedina che gli altri pretendono che lei sia, ma abbracciare la regina che è destinata a diventare? In un mondo governato dagli Dei e dai mostri le insidie sono in agguato, ma Odessa scoprirà la verità: le bestie più pericolose sono quelle che stringono l’elsa di una spada e tramano nell’ombra.

Shield of Sparrows:
1) Shield of Sparrows

recensione

Qualunque fosse il motivo, aveva scelto lei come Sparrow. Sceglieva sempre lei.

Odessa è la figlia del Re d’Oro…ma quella “sbagliata”.
Una principessa senza potere, senza un vero ruolo, cresciuta nell’ombra e abituata a piegarsi alle decisioni degli altri.

Il suo destino sembra già scritto: sarà sua sorella, la prescelta, a diventare la Sparrow e a sposare il principe del Turah per mantenere l’alleanza tra i regni.

Finché il principe non arriva…e sceglie Odessa. Non la sorella perfetta, non quella destinata a regnare. Proprio lei.

«Cos’hai detto?» «No.» Raddrizzai le spalle, usando le ultime forze che mi restavano, e sollevai il mento. «Ti darò retta, per tutelare la mia sicurezza. E quella degli altri. Farò del mio meglio per stare “fuori dai piedi”. Ma non obbedirò a ogni tuo capriccio. Non mi umilierò, solo perché mi consideri insignificante. Se volevi che restassi zitta, allora avresti dovuto lasciare che il marroweel mi uccidesse. Non sono un soldato a cui puoi dare ordini. Non sono una moglie che puoi comandare. Perciò no, non siamo d’accordo.»

E così, da un giorno all’altro, Odessa viene trascinata in un matrimonio politico che non ha scelto e in un viaggio verso una terra ostile, popolata da mostri e segreti. Al suo fianco, oltre al marito, c’è il Guardiano: una figura oscura, violenta, quasi disumana… e tra loro l’odio è immediato.

Durante questo viaggio, Odessa si ritroverà a mettere in discussione tutto: il suo ruolo, la sua lealtà, e soprattutto la persona che vuole diventare. Perché forse, per la prima volta, potrebbe scegliere di non essere più la pedina di qualcun altro.

Non vi dico altro perché il rischio spoiler è altissimo!

«Non tutti i mostri sono nati dagli Dei, mia regina. Alcuni di noi sono stati creati qui.» Noi. Quindi anche lui si considerava un mostro. Chi lo aveva reso tale?

Devney Perry si conferma una garanzia. La sua scrittura è fluida, scorrevole, estremamente visiva: riesce a costruire un mondo credibile senza appesantire mai la lettura. Ho adorato il modo in cui ha reso l’ambientazione e le creature, inquietanti, ma mai completamente lontane da qualcosa di reale.

Ma la vera forza del romanzo, per me, è Odessa. È un personaggio complesso, pieno di dubbi, spesso intrappolato nei suoi stessi pensieri, e proprio per questo incredibilmente umano. Il suo continuo rimuginare può sembrare eccessivo, ma secondo me la rende autentica: soprattutto per chi è abituato a stare in silenzio, a osservare più che agire.

Forse avrei dovuto semplicemente essere grata di essere sola. Niente di nuovo. Ero sempre stata sola. L’unica persona su cui potessi contare, che prendesse le mie parti e mi vedesse, ero io.

E poi c’è il Guardiano. Non dirò molto su di lui (fidatevi, è meglio così), ma è uno di quei personaggi che catturano subito l’attenzione. Duro, ambiguo, apparentemente spietato… ma con qualcosa sotto la superficie che si intuisce fin dalle prime pagine. Io l’ho amato praticamente subito!

Ammetto che, inizialmente, la componente romance non era ciò che mi interessava di più. E invece mi ha sorpresa. Il rapporto tra i protagonisti è costruito bene, senza risultare forzato: lei non ha bisogno di lui per esistere o essere felice, sta facendo un percorso tutto suo per diventare indipendente. E lui, cosa che ho apprezzato tantissimo, non cerca di “salvarla”, ma la sostiene senza metterla su un piedistallo. (C’è una scena in cui parlano della possibilità per Odessa di tornare nel Quentis…e niente, lì io mi sono sciolta).

Forse avrei dovuto semplicemente essere grata di essere sola. Niente di nuovo. Ero sempre stata sola. L’unica persona su cui potessi contare, che prendesse le mie parti e mi vedesse, ero io.

L’unica cosa? Forse avevo aspettative troppo alte. Avevo letto di plot twist sconvolgenti, ma personalmente sono riuscita a intuire quello principale abbastanza presto. Questo però non ha rovinato la lettura, perché il viaggio, più che la sorpresa, è ciò che funziona davvero.

In generale, è una lettura che consiglio a tuttə.
A chi si avvicina al fantasy, perché è accessibile e coinvolgente.
A chi lo ama da tempo, perché l’ambientazione e le dinamiche funzionano davvero bene.
E a chi cerca una protagonista femminile forte, ma in modo realistico.

Io l’ho amato così tanto da comprare subito anche il cartaceo (che, tra l’altro, è un piccolo gioiellino).

Quindi sì: ve lo consiglio assolutamente.
Cosa state aspettando?

La mia valutazione

A presto,

beezus

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